Mentre gli investigatori di tutt’Italia lo cercavano per due anni , Marcello Ladu, uno dei killer della “strage della Grottella” che il 6 dicembre 2009 costo’ la vita a tre vigilantes di un furgone portavalori assaltato vicino Copertino, si nascondeva nella sua casa di campagna vicino Villanova, in provincia di Nuoro.

Le rivelazioni sulla fuga del sardo, oggi condannato all’ergastolo per l’omicidio delle guardie giurate, sono state fatte questa mattina davanti alla Corte d’appello di Lecce, dove si sta celebrando un altro processo per omicidi, rapine, estorsioni, incendi, danneggiamenti e altre reati a carico di Ladu e altri sei imputati. A svelare i segreti della latitanza del killer, e’ stato suo fratello Piero, chiamato a deporre come teste a discarico dall’avvocato Luigi Corvaglia. Il testimone in sostanza ha confermato che dopo la strage di Copertino, Ladu si trovava in Sardegna (dove commise altri omicidi, quello dell’imprenditrice Rosanna Fiori e dell’imprenditore Francesco Giamattei ) e non sarebbe piu’ tornato in Salento, dove e’ accusato di aver commesso altri reati tra il febbraio del 2000 e il gennaio del 2001. Piero Ladu ha riferito che il fratello, pur essendo ricercato per due anni, avrebbe dormito spesso nella casa di campagna della famiglia, che avrebbe portato sistematicamente a lavare la biancheria a casa della madre e della cognata e che lui stesso lo avrebbe incontrato almeno due volte a settimana per tutto il tempo della latitanza, terminata con l’arresto avvenuto a Nuoro nel gennaio 2001.

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