E’ vero, ci credo, ma non mi fido! Non è tanto il voler parafrasare  il motto della commedia pirandelliana, seppur modificato, quanto il voler sintetizzare in poche parole lo svolgimento e l’esito finale della partita con la Juventus.

Intanto è vero, perché incontrovertibile, che il Lecce, sia pure contro pronostico, ha battuto la Juve. Ci credo perché, allo stato degli atti, il passo avanti fatto con questa vittoria può addirittura essere determinante per il raggiungimento della salvezza. Non mi fido perché, al di là degli innegabili meriti che il Lecce ha conquistato sul campo, occorrono controprove probanti che giustifichino il dilagante ottimismo che ha invaso la città.
Perché controprove? Credo che, oltre alla naturale euforia che si è diffusa dopo la grande prestazione, occorra riflettere per un attimo su qualche particolare non trascurabile.  Ed a tal proposito, più della superiorità numerica per quasi un’ora ed oltre alla superiorità comunque dimostrata fino all’espulsione di Buffon, ha costituito per me motivo di perplessità il fatto che Rosati, da quasi tutti i giornalisti, non abbia avuto il voto perché inoperoso. Allora strabuzzo gli occhi e ricordo che Rosati, comunque ottimo portiere ed autore di interventi straordinari anche nei momenti neri, era ed è, al momento, il portiere più battuto della serie A ed è rimasto inoperoso contro una squadra che, di riffa o di raffa, ha segnato ben 41 reti. Ecco il mio primo dubbio: il Lecce ha risolto in un battibaleno i problemi difensivi oppure anche la Juve ci ha messo molto di suo? Saranno i lettori a dare la risposta a questo quesito. E’ anche vero che, se la Juve non ha potuto fare il suo gioco, è perché il Lecce, giocando in maniera inappuntabile, non lo ha concesso. Continuo a rimanere perplesso perché ho constatato che se il risultato fosse stato di almeno 4 a 0 non ci sarebbe stato nulla, ribadisco nulla, da eccepire. Però consentitemi di pensare che qualcosa non quadri perfettamente. Inoltre, ed ecco il perché del “non mi fido”, l’espulsione di Vives a 20’ dalla fine che avrebbe potuto, malauguratamente, far rimettere in gioco la partita. Espulsione questa avvenuta con un doppio fallo fatto nello spazio di due minuti e proprio da un giocatore che era stata il migliore in campo e che aveva dato tantissimo. Non so perché Vives abbia fatto i due falli da cartellino, se per stanchezza fisica o stanchezza nel ricevere provocazioni di tipo verbale, ma penso che, reagendo in quel modo, sia stato in linea con i problemi che, spessissimo, il Lecce ha evidenziato al punto che qualcuno ha fatto le statistiche di partite eventuali che finirebbero dopo un’ora o 70’ minuti e che, in tale classifica il Lecce occuperebbe il sesto o settimo posto. E’ altrettanto vero e qualificante che la squadra contro Milan, Lazio, Fiorentina ed Juventus, stiamo parlando di squadre di prima fascia Fiorentina a parte, abbia realizzato ben otto punti che non sono alla portata di molti in serie A, ma è altrettanto vero che abbia “sprecato” ignobilmente contro Bari, Catania, Cesena e quant’altro. E allora, il rendimento è nel segno della continuità oppure continua ad evidenziare il problema di chi debba fare la partita?
La controprova sarà a Brescia. Sarà la squadra di casa a “dover fare” la partita, vista la sua posizione di classifica, ed il Lecce potrebbe colpire, alla luce delle ultime prestazioni, a suo piacimento di rimessa. Non è per caso che ci si debba aspettare una sindrome di Tafazzi visto che il Brescia dispone di uno specialista in punizioni che si chiama Diamanti e che potrebbe riproporsi come l’etneo Lodi? Penso di no perché, a parte l’euforia sempre pericolosa, ci sarà il meticoloso lavoro tecnico per curare questa lacuna rappresentata dalla difficoltà a fronteggiare le palle inattive; se così non fosse, saremmo sempre una squadra discontinua e di dubbia affidabilità. I componenti tecnici ci sono tutti, basta esaminare l’esemplare partita fornita dai giovani Bertolacci e Donati, segno evidente che i ricambi sono di qualità, sempre che questi siano ricambi!
La partita con la Juventus lasciamola alle statistiche ed alla storia calcistica del Lecce, con tutto ciò che di bello ha dato, ma occorre pensare al Brescia che, per quanto abbia il terzo peggior attacco della serie A, non credo che lascerà Rosati inoperoso. La media attuale del Lecce lo porrebbe ai fatidici 40 punti e, quindi, salvezza certa. Adesso, con la primavera di prossimo arrivo, vedremo cosa c’è ancora nelle gambe dei calciatori. Bontà loro ci hanno fatto vedere che sono in grado di farcela, speriamo che dimostrino fino alla fine quanto potenzialmente sono in grado di fare.
Per la volata finale, volata lunga su 12 partite, si cominci da Brescia!

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