“La comunicazione della Cassa Depositi e Prestiti, pervenuta  il 25 gennaio 2011, con la quale il Comune è stato informato che i competenti organi della Cassa DDPP – dopo attenta valutazione da parte degli uffici preposti alla verifica istruttoria dei finanziamenti – non hanno concesso il mutuo di 8 milioni per il lodo Leadri è davvero una cattiva notizia che ci deve preoccupare, perché è la certificazione di un ente terzo che attesta il disequilibrio dei conti”.

“E’ questo il primo commento” dichiara Antonio Rotundo “che ci sentiamo di esprimere sulla notizia che la richiesta di finanziamento del debito fuori bilancio a copertura del lodo arbitrale per la Tangenziale est ha avuto esito negativo”.

Come si ricorderà il Consiglio Comunale nella seduta del 19 luglio 2010 ha deliberato di riconoscere quale debito fuori bilancio l’importo di euro 11.408.148,67 da corrispondere all’impresa Leadri nei seguenti modi e termini: 8 milioni entro il 31.12.2010 mediante contrazione di un mutuo ed i restanti 3.408.148,67 in quattro rate annuali di euro 852.037,17 ciascuna a partire dal 2012 sino al 2015.

“Si tratta di un fatto particolarmente grave” commenta Rotundo. “È come se una banca non concedesse credito ad una impresa”.

“La Cassa DDPP ha deliberato, infatti, di non affidare il prestito dopo una analisi istruttoria in cui è stata valutata la situazione finanziaria, economica e patrimoniale del nostro Comune sia in relazione al principio di salvaguardia degli equilibri di bilancio che con riferimento alla normativa che
disciplina l’attività di indebitamento degli enti locali”.

“Il provvedimento della Cassa DDPP” conclude il capogruppo PD “smentisce clamorosamente le dichiarazioni roboanti e la vera e propria campagna di propaganda ‘sul risanamento’ orchestrata dal centrodestra cittadino e ci dice, al contrario, che la situazione è ben diversa da quella del ‘finto risanamento’ che ci raccontano a Palazzo Carafa”.

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