“Non vorremmo che le varie cabine di regia e riunioni di maggioranza in cui ogni consigliere e ogni partito e partitino presentano le richieste più varie a Vendola, siano tavoli con al centro torte da spartire.

Il dubbio è che venga chiesto al Presidente di svendere la salute dei pugliesi ad esigenze politiche, come quella di garantirsi i numeri in Consiglio giovedì”. Lo dichiara in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese.
“Posto che in questi mesi il Presidente Vendola non ha mai partecipato né alle audizioni in Commissione, né tantomeno alle manifestazioni nei Comuni in cui ha previsto di chiudere gli ospedali, ci sembra strano che stia partecipando direttamente alle cabine di regia e alle riunioni di maggioranza. Non vorremmo – aggiunge Palese – che qualcuno stia promettendo di votare a favore o contro il Piano di Rientro giovedì in aula, a seconda di quello che ottiene dal Presidente. Della salute dei cittadini nessuno si preoccupa, basta leggere i giornali per scoprire che a Conversano un paziente ha girovagato 9 ore in attesa di una Tac e di un posto per essere ricoverato e che ai salentini ancora oggi viene negata la possibilità di sottoporsi ad una Pet – Tac. Per non parlare delle condizioni in cui lavorano gli operatori del 118, destinati dalle Asl più a trasferimenti ordinari da un ospedale ad un altro che non alle urgenze. Mentre si diffondono queste poco edificanti voci sui contenuti delle riunioni tra Vendola e la sua maggioranza, non ci risulta che nessuno gli abbia proposto quel che noi proponiamo da anni: tagliare gli sprechi, la spesa per l’acquisto di beni e servizi;; introdurre misure strutturali di controllo della spesa farmaceutica e sanitaria e tagliare così gli sperperi invece di tagliare i servizi ai cittadini”.
“Ci auguriamo – conclude Palese – che tutti i partiti e i partitini che vanno questuando in queste ore dal Presidente non stiano alimentando un mercato delle vacche che nulla ha a che vedere con la salute dei pugliesi ma che, invece, contribuirà ad aumentare una gestione fallimentare e clientelare della sanità in Puglia”.

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