Il tam-tam delle commemorazioni per il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah, riecheggia tra i vicoli del borgo antico di Corigliano d’Otranto.

La tragedia dei campi di sterminio, strumento di pianificazione del massacro di milioni di uomini, donne e bambini, “colpevoli” di una diversità di idee, di valori, di appartenenza etnica o religiosa, iniziata con le leggi razziali del ’38 e seguita dalle deportazioni, ha messo insieme amministrazione comunale e giovani coriglianesi, nell’intento di realizzare un momento di riflessione su questo periodo, il più tragico e drammatico della storia moderna.
L’iniziativa ha lo scopo di proporre immagini, suoni e situazioni forti,  capaci  di stimolare curiosità, ricordo e riflessioni, seguendo un percorso che si dipana lungo le piccole vie del centro storico di questo comune salentino.

Da questi presupposti si è partiti per immaginare modalità estremamente percepibili, visibili, capaci di scalfire le sensibilità degli animi.
Ispirati ai simboli di quella tremenda esperienza per darne tangibilità e prospettiva: il binario 21, l’ingresso al lager, le baracche, i forni crematori, le camere a gas, la detenzione, i soprusi e la dignità dell’uomo lesa.
Utilizzando modalità, definite di “marketing non convenzionale”, il passante percepirà la tristezza dei luoghi e  delle situazioni riproposte.
Per tutta la durata della manifestazione in modo innovativo e pioneristico verrà, proiettata su un naturale schermo gigante, rappresentato da “la vasca”, un’immagine simbolo, capace di provocare una riflessione su quanti la osserveranno dagli innumerevoli punti di osservazione de “la vasca”, di proprietà di AQP, esempio di ingegneria idraulica di questa comunità, mausoleo dei sistemi industriali di distribuzione dell’acqua nel sud Salento, utilizzata per l’occasione come fosse uno schermo gigante. Le stesse emozioni e reazioni si cercherà di provocare trasformando il giacente vagone merci, sul binario morto presso il casello ferroviario di Corigliano, adattato per l’occasione con simboli e riferimenti di quel particolare periodo storico.
Guidati da tavole didascaliche e dalla geografia dei vicoli, saranno coinvolte le più recenti generazioni, sempre più distanti cronologicamente da quelle drammatiche pagine del nostro passato.

Tutto ciò per impedire che la storia diventi uno sfumato ricordo e le sue fasi più buie ritrovino attualità, per “far sì che gli anticorpi della memoria si insedino nelle fibre profonde della società, la scuotano dall’infingardo torpore che torna a rendere possibile ciò che dovrebbe essere impossibile.”(Ass. Reg. Silvia Godelli).
Non solo scenografia, ma testimonianze multimediali ed iconografiche, attraverso una mostra itinerante dal titolo “Infanzia rubata”, frutto della collaborazione con l’associazione “Figli della Shoah”, testimonial della comunità ebraica milanese e non solo.
Le tavole faranno da guida nella ricostruzione dell’eccidio fatto anche di giovani vittime, colpevoli solo di aver trovato vita in quel periodo infausto.
Un periodo in cui i protagonisti  sono non solo i carnefici, ma i tanti uomini e donne, professionisti, intellettuali, governanti, che donarono la propria vita per proteggere, nascondere, favorire la fuga di tanti perseguitati.
Tra questi, la grande figura del pedagogo polacco Janusz Korczak, ispiratore dell’attuale Convenzione Internazionale dei Diritti dei Bambini, che lottò fino all’ultimo per alleviare le sofferenze dei bambini del suo orfanotrofio, situato nel Ghetto di Varsavia e sapientemente riproposta e stigmatizzata in questa itinerante.
Musica Klezmer e della cultura ebraica farà da sottofondo a questa rievocazione  storica. La copia  fotostatica di quotidiani di quel periodo, distribuite da ragazzini “strilloni” rammenterà le notizie giornalistiche. Giovani writer realizzeranno in estemporanea, su grandi pannelli, graffiti colorati, ispirati dalla  emozionante rievocazione della deportazione, narrata dalla signora Liliana Segre.
Sul bianco della calce dei nostri vicoli, verranno proiettate le immagini toccanti, ed i video  “proponibili” dei campi di concentramento. 
Ancora una volta in questo comune dell’entroterra salentino, un modo poco folkloristico ma impegnato di dare un senso al proprio vivere quotidiano, con attivismo, protagonismo ed in questo caso prospettiva storica.

La prima e non ultima iniziativa che mescola cultura storica e tradizione rurale salentina, promozione del territorio e partecipazione giovanile,  in una modalità alternativa ai canoni più tradizionali.
Un ringraziamento particolare va ai dirigenti di AQP e FSE per la disponibilità dimostrata e gli strumenti messi a disposizione.
L’iniziativa è rivolta in particolare alla popolazione scolastica che in modo diretto è stata invitata a partecipare: licei ed istituti comprensivi, universitari salentini in sede e fuori sede.
Start dell’intera  iniziativa 14 febbraio.

Ingresso gratuito al centro storico da Via Solferino – Via Dante Alighieri
Venerdì 18, Sabato 19  e Domenica 20 febbraio, ore 17,00 – 21.00 
Venerdì 25 e Sabato 26 ore,  16,00 – 20,00