Dell’emergenza abitativa al comune di Lecce si discute da tempo e, l’assessore al ramo Lucio Inguscio, in attesa della pubblicazione del bando, ha pensato bene di inviare un sms a quanti fin’ora, in attesa di fare richiesta di assegnazioni abitative, si sono rivolti al suo assessorato

“Se amici e parenti interessati è imminente case popolari ti aspetto per un saluto in via acclavio n 18 dalle 16 alle 18 vicino chiesa san bernardo”. Questo il testo dell’sms incriminato, l’appuntamento presso la sede di un patronato. Nel frattempo, l’intercettazione del messaggio da parte del capogruppo dell’opposizione Antonio Rotundo ha alzato il polverone e, nel confronto televisivo di Trnews, l’assessore Inguscio si è giustificato dichiarando gravi le illazioni che sono state fatte nei suoi confronti per un semplice sms informativo.

Non pensava l’assessore di compiere un gesto lesivo nei confronti di qualcuno, era in assoluta buona fede, lo ha sottolineato anche il presidente del consiglio Pisanò, anche se per lo stesso è stata una “superficiale leggerezza”. Dall’opposizione, tuttavia, giungono immediate le richieste di dimissioni dell’assessore, “un atto di pulizia morale, ha commentato Rotundo, per un fatto molto grave che segue la mancata pubblicazione del bando ad oltre due mesi dall’approvazione della delibera”. Ulteriori aggiornamenti in mattinata, dopo la conferenza stampa indetta dal gruppo Pd.

Il gruppo Pd di Palazzo Carafa chiede l’istituzione di una Commissione d’Indagine

Con una dichiarazione congiunta, l’intero gruppo di opposizione ritiene incompatibile l’assessore Inguscio al ruolo che ricopre. “Già in passato si erano avute avvisaglie di relazioni insane attorno al grave problema degli alloggi che affligge la comunità leccese, gli ultimi sviluppi hanno dato prova del sistema clientelare che regola l’assessorato di Inguscio”. Si è espresso così il capogruppo Pd Rotundo, durante la conferenza stampa per la trattazione del caso. Due le richieste: le dimissioni volontarie dell’assessore o la revoca del mandato dello stesso da parte del sindaco Perrone e l’istituzione di una Commissione d’Indagine che vigili sull’assegnazione delle case popolari sugli oltre cinquecento alloggi e case parcheggio di proprietà del comune. Su questi, non esiste un regolamento ufficiale e molto spesso i diritti dei cittadini si trasformano in favori.

E’inammissibile secondo l’opposizione che il bando di assegnazione, deliberato il 30 novembre 2010,  ad oggi non si pubblica mentre l’assessore sente la necessità di dover fare una campagna privata di informazione. “Se le richieste non vengono accolte, continua Rotundo, noi ci muoveremo verso una mozione di sfiducia al Governo”.
Un atteggiamento paramafioso per Paola Povero, che in Commissione Servizi Sociali aveva già espresso la sua preoccupazione anche per le anomalie di forma del bando, redatto a ben 11 anni di distanza dall’ultimo e firmato dall’assessore Inguscio piuttosto che dal dirigente.
La legge regionale numero 54 infatti, ha  spiegato Carlo Benincasa, prevede il rinnovo delle graduatorie ogni due anni con relativi reinserimenti. Il consigliere Colucci, già nel 2007 presentò una mozione chiedendo come mai da anni non si emanava un bando, la risposta dell’assessore Marti dopo alcuni mesi, giustificò la mancata emanazione di un bando con l’impossibilità del comune di Lecce di realizzare alloggi. Oggi, a conclusione della conferenza, i consiglieri considerando un atto istituzionale grave quello avvenuto, se non ci saranno ulteriori sviluppi, chiederà domani in Consiglio comunale l’inammissibilità del proseguo della delega all’assessore Inguscio.

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