In ogni stirpe che si rispetti esistono personaggi di vario genere, il cui operato contribuisce ad alimentare, nel bene o nel male, la storia della famiglia stessa. Pertanto, in ogni albero genealogico che si rispetti sono presenti personaggi di vario genere, dal guerriero al santo, lo studioso, l’artista, il libertino, la pecora nera, e certamente non può mancare mai il buontempone.

Questo è sicuramente uno dei soggetti più caratteristici, essendo un eterno bambino il cui scopo è quello di divertirsi alle spalle degli altri, mettendoli in situazioni ambigue e paradossali. Un esempio di questo genere di persona è sicuramente il noto marchese del grillo, il nobile romano burlone del XVIII secolo, interpretato da Alberto Sordi in un film di qualche decennio or sono. Ma veniamo adesso a parlare del buontempone di famiglia. L’epoca è quella a cavallo fra il XIX ed il XX secolo. Lui si chiama Oronzo ed appartiene ad una famiglia nobile leccese di origine veneta. A dispetto del suo rango, si diverte a fare scherzi e burle a chiunque gli capiti a tiro. Una delle sue burle abituali consisteva nel presentarsi al cospetto degli ospiti completamente trasandato ed in abiti piuttosto villici.
Un pomeriggio estivo, le baronessine di un paese non lontano decisero di andare a fare una visita di cortesia alla famiglia di Oronzo, che villeggiava in una tenuta posta in un paese distante poco più di una decina si chilometri da Lecce. La carrozza delle baronessine giunse a destinazione e subito le tre occupanti furono annunciate e fatte accomodare in salotto. Venuto a conoscenza dell’arrivo delle inattese ospiti, Oronzo si presentò al loro cospetto nei consueti abiti contadineschi, completamente trasandato e con la barba non fatta, irrompendo nel salotto come un villico. Ma la sua impresa non si limitò a questo, infatti, durante la conversazione offrì alle ospiti dei finissimi cioccolatini purganti. Non chiedetemi se fossero al latte o fondenti perché non saprei rispondere, l’unica cosa certa è che dopo qualche tempo cominciarono a fare effetto, costringendo le baronessine a congedarsi prima del tempo previsto, in modo da arrivare quanto prima nella loro tenuta ed espletare l’urgenza fisiologica, giacché l’etichetta non prevedeva l’utilizzo della toilette degli ospitanti. In proposito occorre precisare che, all’epoca, la concezione dei servizi igienici non era la stessa di oggi ed erano pochissime le abitazioni dotate di un apposito luogo per l’espletamento di siffatte esigenze, al loro interno. Così le baronessine si congedarono e, salite sul landò, esortarono il lacchè a dirigersi il più velocemente possibile verso casa. Purtroppo, fra i privilegi del ceto nobile non era compreso l’esonero dalle normali esigenze fisiologiche, alle quali tutti i comuni mortali devono sottostare. Considerato poi che lo scorrere del tempo è realmente relativo, come affermava Einstein, in quanto interminabile nei momenti in cui dovrebbe trascorrere velocemente e rapidissimo quando invece si desideri non passi mai, accadde che l’urgenza delle baronessine divenne estremamente impellente mentre la via del ritorno pareva espandersi attimo dopo attimo. Fu così che ordinarono al lacchè di fermare la carrozza, per espletare l’esigenza in maniera bucolica fra i campi. Tuttavia non immaginavano minimamente il piano di Oronzo. Questi, infatti, dopo la loro partenza era montato a cavallo per seguirle. Non appena le tre damigelle si allontanarono dalla via maestra per appartarsi dietro qualche cespuglio, ecco apparire il buontempone al galoppo che premurosamente si fermò a chiedere se avessero qualche problema. Dopo averlo tranquillizzato, asserendo che la loro intenzione era solo quella di prendere una boccata d’aria, di fronte all’insistenza di Oronzo si trovarono costrette a rimontare in carrozza ed a riprendere il duro rientro, senza aver espletato i loro bisogni. Qualche miglio più tardi tentarono nuovamente ma, come in precedenza, il rompiscatole apparve al momento giusto con la sua solita premura, mandando ancora una volta in fumo il loro piano. Senza portarla alle lunghe, dopo ripetuti tentativi andati a vuoto, le tre povere sorelle dovettero aspettare il rientro nella loro residenza estiva, per dare finalmente sfogo alle poco nobili esigenze fisiologiche.

Cosimo Enrico Marseglia

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