Ciao, chi è Pier?Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Sono un cantautore italiano di ventitré anni e da qualche tempo mi cimento in ambito artistico. Riuscire a definire con precisione una data o un periodo al quale attribuire l’inizio della mia passione è molto difficile.

Come in tutte le attività artistiche, non c’è mai un inizio o una fine: è pura passione e attitudine. Ho sempre amato la musica, il ritmo e ho sempre cercato di emozionarmi ed emozionare attraverso nuove melodie.

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

Già dai miei primi anni ho dimostrato interesse verso la musica, desideravo studiare pianoforte nonostante non sapessi ancora ne leggere ne scrivere. Così a sei anni ha inizio il mio percorso avvicinandomi allo studio del pianoforte. Fino a dodici anni ho studiato prevalentemente musica classica per poi spostarmi verso nuove correnti musicali, scoprendo il mio vero mondo. Fra esibizioni dal vivo in svariate cover band e collaborazioni con artisti locali e non, mi sono ritrovato a diciotto anni a far sentire il mio primo lavoro da cantautore al pubblico, mettendomi in luce con il singolo “mettici l’amore”. Nello stesso anno realizzo un Ep “ amedeomi” e vedendo il riscontro positivo nelle persone iniziai da subito a lavorare per realizzare “tratti indelebili”. Passo così circa due anni immerso in registrazioni e arrangiamenti vari e il 15 dicembre 2010 pubblico come lo chiamo io, il mio primo vero figlio TRATTI INDELEBILI.

Raggiungere un proprio stile e identità, quanto è importante per un musicista?

Direi che è un punto fondamentale nella carriera di un artista. Non è semplice raccontarsi esattamente e rispecchiarsi in tutto ciò che si racconta in un brano, specie se non è un brano autobiografico. È importante non nascondersi dietro a delle righe ma riuscire a esternare emozioni e sentimenti che tutti proviamo; amare, odiare, desiderare non è da sfigati.

Cos’è la musica per te?

Semplicemente vita.

Qual è il filo conduttore del tuo album “Tratti indelebili”? Com’è stato accolto dalla critica e dal pubblico?

Il filo conduttore è l’amore in tutte le sue forme, partendo dall’amore verso una ragazza fino ad arrivare all’amore che si prova verso gli amici. Tratti indelebili è stato davvero accolto bene dal pubblico che ha apprezzato fin da subito i miei lavori, riscontrando anche l’approvazione dal mondo del web.

Come nasce un tuo brano?

I miei brani nascono quando ho esigenza di scrivere ovvero quando mi emoziono; di solito sto anche delle ore con una penna in mano e un pezzo di carta e non riesco a scrivere nulla, poi come per magia in due minuti scrivo tutto il brano riuscendo ad immaginare esattamente gli arrangiamenti. Sarà una dote o altro, non l’ho ancora capito ma mi ritengo molto fortunato ad aver scritto più di 40 canzoni in tre anni.

Tra le tue esperienze e partecipazioni, quali ricordi con soddisfazione?

Non posso non citare “ lo zecchino d’oro”, mi sono esibito a sei anni cantando “il coccodrillo come fa” e vincendo diverse selezioni ho fatto le mie prime esperienze televisive. La più emozionante è comunque stata l’esibizione che mi ha permesso di vincere un concorso in provincia di Parma come migliore inedito dell’iniziativa.

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione? Avendo ogni mezzo possibile dalla tua, cosa faresti? Insomma, il tuo sogno nel cassetto e il massimo ideale artistico da perseguire?

La mia massima aspirazione è riuscire a fare musica in eterno e riuscire a portare le mie canzoni nelle case di tutti, anzi negli mp3 di tutti.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Di sicuro pubblicherò altri lavori, il primo dovrebbe esserci quest’estate. Non intendo fermarmi, “Tratti indelebili” è solo l’inizio del mio percorso, anzi non posso fermarmi.

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…

Spero di non deludere chi da sempre ha creduto in me e chi si avvicina alla mia musica, la vostra approvazione è il mio carburante. Ringrazio di cuore la redazione che mi ha dato la possibilità di raccontarmi. A presto e ancora grazie…