Un trend positivo di più partite, più che una significativa consistenza numerica, comunque sempre necessaria, è servito per ridare “morale” e convincimento ad una squadra che si evidenziava per il suo, paradossalmente, “non essere squadra”……

Nello stilare queste note, non tengo conto volutamente delle prestazioni tecniche fornite nell’ultima partita quanto, piuttosto, di alcuni aspetti che le precedenti partite hanno fatto emergere. La difesa colabrodo di più di un terzo di campionato si è trasformata in una difesa corretta, sia pure con le inevitabili sbavature dovute alla caratura dei suoi componenti, ed attenta che non fa trepidare  il tifoso che vede l’errore ad ogni singolo intervento; sarà stato l’ingresso di Tomovic oppure una maggiore copertura fornita dal centrocampo, ma è un fatto certo che certe apprensioni di prima sono diminuite sensibilmente e ci si presenta con un buon assetto difensivo contro chiunque, meglio contro chi la partita la “deve fare”.
Il centrocampo sembra, al momento, abbastanza equilibrato e, anche se non sembra molto idoneo a privilegiare la fase offensiva, sembra molto più preparato a coprire la difesa. L’attacco, che non dispone di arieti ma piuttosto di giocatori veloci e, vedasi Di Michele, particolarmente abili dal punto di vista tecnico, sa pungere in maniera più produttiva, anche se, nelle ultime partite, ha sprecato qualcosa di troppo
In sostanza si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad una squadra che potrà dire la sua per la permanenza in categoria senza, però, lasciarsi andare a voli pindarici chiedendo quello che non si sarà mai in grado di fornire. Noi tifosi dobbiamo pigliare atto di come qualcosa sia cambiato ma non dobbiamo esagerare pensando che siano cambiati alcuni valori individuali; è solo cambiata un po’ la mentalità e, soprattutto, la disposizione sul campo e l’atteggiamento mentale di ognuno. Considerando questi aspetti, personalmente dico che per lottare questa volta ci saremo anche noi. Bisognerà avere carattere e nervi saldi perché questa classifica, la più equilibrata da diversi anni, non concede rilassamenti mentali. Al momento, solo il Bari sembra condannato perché non vi è mai stata squadra che con 14 punti alla 22^ giornata si sia salvata. L’anno scorso, di questi tempi, c’erano già Siena ed Atalanta condannate e Livorno e Catania a giocarsela con 20 punti. Oggi, come si vede, è diverso. Il Brescia potrà rientrare così come che ha 25 punti potrebbe essere risucchiato; da adesso in poi, bisogna sfruttare tutte le occasioni favorevoli e non lasciare punti preziosi per disattenzioni che si verificano al termine dei 90 minuti regolamentari, e questo al Lecce succede con una certa frequenza al punto da far dubitare sulla tenuta atletica della squadra.
A tal proposito la mia idea è che non si tratta di preparazione errata ma, piuttosto, da errata distribuzione delle forze; mi spiego con un esempio: dato 100 il potenziale atletico nei novanta minuti, questo risultato posso raggiungerlo spendendo 60 o 70 nel primo tempo e 40 o 30 nella ripresa: E’ ovvio che in questo caso, avrò dei problemi nei finali di partita; ma se utilizzo 40 o 50 nel primo tempo, mi restano 60 o 50 per il secondo; pertanto, per me si tratta soltanto di “dosaggio” che, spero, venga calibrato secondo necessità. Una squadra è tale anche e, soprattutto, se sa gestirsi bene.
Nel mercato di riparazione il Lecce non ha fatto movimenti significativi, a parte Tomovic; può darsi non ne avesse bisogno, può darsi che la cassa fosse vuota, e questo va tenuto in giusta considerazione, ma non si racconti la “barzelletta” che il rinforzo si chiama Chevanton. A tal proposito non mi è piaciuta la gestione del caso. Chevanton ha sbagliato facendo le sue critiche senza tener conto dei suoi doveri di tesserato per una società che lo paga con puntualità, ma anche De Canio ci ha messo del suo con qualche affermazione un po’ di forte impatto quando, per giustificare il suo corretto comportamento nei riguardi del calciatore, ha lasciato intravedere di averlo schierato anche non avendone la necessità e per questo si dovevano delle scuse agli altri calciatori. Attenzione, sig. De Canio, si ha l’obbligo morale di schierare i migliori senza guardare in faccia nessuno! Lei è una persona seria e molto responsabile, guida il Lecce con onestà e mano sicura e, a tal proposito, le suggerisco di continuare a tenere il polso fermo, non indulgendo molto ai sentimentalismi che nel calcio sono molto pericolosi.

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