“Oggi la protesta studentesca è arrivata nelle facoltà a cominciare da ingegneria dove l’UDU ha organizzato un assemblea per spiegare agli studenti i filtri meritocratici presenti nel nuovo modello di contribuzione studentesca.”

Lo comunica in una nota l’Udu di Lecce.
“Da analisi comparative effettuate dai rappresentanti sul modello di contribuzione studentesca del nostro ateneo rispetto ad altre tassazioni delle maggiori università italiane si può notare come la pressione fiscale sugli studenti salentini sia nettamente maggiore, smentendo di fatto l’amministrazione che continua a definire le rette pagate a Lecce come le più basse di Italia.
Gli studenti che in base al reddito con il vecchio modello contributivo avrebbero esenzioni sulle tasse universitarie, ora con i nuovi filtri inseriti dall’amministrazione molti di loro perdono il diritto a queste riduzioni.
Se le quote  da versare all’università sembrano a primo impatto inferiori rispetto agli altri atenei, analizzando la tassazione per fasce di reddito ci si può accorgere di come ad uno studente a basso ISEE converrebbe andare a studiare ad un altra università dove pagherebbe tasse minori. La tendenza si inverte solo per redditi superiori a 25000 euro (a partire da ISEE superiori a questa quota gli studenti pagherebbero di più negli altri atenei).
Alla sapienza ad esempio uno studente di ingegneria appartenente alla prima fascia di reddito pagherebbe 375 euro, mentre a Lecce 802.
Inoltre considerando i criteri di merito applicati dalle altre università, si evince come essi siano sempre indipendenti dai requisiti di reddito, mentre a Lecce il merito funziona come filtro che blocca l’accesso all’esenzione per reddito.”

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