Michele Placido continua a tracciare la strada di un’Italia difficile e violenta nel ventennio tra gli anni sessanta – ottanta. Dopo Romanzo Criminale, film che descrive le gesta della banda della Magliana, ora è arrivato il momento per il pugliese attore regista di raccontare le imprese della banda della Comasina che terrorizzò la città  di Milano e del suo interland. A capo della banda Renato Vallanzasca

che aveva iniziato la sua carriera di ladro quando aveva solo dodici anni con il supporto dei suoi amici di infanzia che lo seguiranno nelle sue azioni criminose fino all’età adulta ed alla sua fine. Il ruolo del criminale per eccellenza è stato affidato a Kim Rossi Stuart che condivide con il bel Renè uno sguardo di ghiaccio ed ammaliatore che conquistò centinaia di donne, e questo contribuì ad alimentarne il mito. Oggi il bel criminale degli anni di piombo sta ancora scontando uno dei quattro ergastoli imputatigli.
Il film di Placido è stato ispirato dal libro Il fiore del male scritto da Bonini e lo stesso Vallanzasca. Nel film  è lo stesso Vallanzasca che inizia a raccontare come e quando la sua carriera ebbe inizio la sua carriera di malandrino. Era da tempo che non si vedeva un film italiano di questo genere fatto cosi meravigliosamente bene. Il ritmo del film è incalzante e non ti permette di distogliere l’attenzione nemmeno per un minuto. C’è poco da dire, nonostante le varie critiche che accusano Michele Placido di fare del criminale un’apologia questo film è da non perdere.

Tanto le critiche non fanno altro che alimentare l’interesse, e poi le stesse critiche  furono mosse contro film come Il Padrino o Quei bravi ragazzi , film che oggi vengono ricordati da tutti e come opere che sono entrate a far parte del patrimonio mondiale del cinema.

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