Per quanto riguarda la telefonata intercettata tra il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e l’ex assessore regionale alla Sanita’ Alberto Tedesco sulla necessita’ di cambiare una legge al fine di favorire la permanenza di un direttore generale di una Azienda sanitaria, il governatore, nella conferenza

stampa di ieri pomeriggio tenutasi a Bari, in seguito all’archiviazione della sua posizione nell’ambito di una inchiesta della Procura di Bari, ha spiegato a cosa si riferisse. ”Dopo aver accorpato le due Asl di Lecce affidandole al commissario straordinario Rodolfo Rollo per 14 mesi – ha detto – ci siamo trovati di fronte, al momento della nomina di direttore generale, ad una vecchia normativa nazionale che avrebbe impedito la nomina dello stesso Rollo (essere dipendente di una Asl escludeva la possibilita’ di diventarne il direttore ndr). Con la modifica del titolo quinto (della Costituzione ndr) pero’ i poteri in quella materia sono passati dal legislatore nazionale a quello regionale. Noi siamo intervenuti, e ricordo che la norma fu approvata in commissione all’unanimita’, perche’ sentivamo necessaria garantire la continuita’ nella gestione di quella Asl”. Infine sul caso di un direttore sanitario della stessa Asl, Sanapo, Vendola ha parlato ”di qualche equivoco di troppo” e ha ricordato i motivi per i quali ha chiesto la rimozione. ”L’anomalia era rappresentata da Sanapo che riceveva nell’ufficio politico del mio vice presidente cittadini, conoscenti etc. Non mi piaceva l’idea che un dirigente della Asl facesse queste cose in una sede politica”.

 

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