E’ stato presentato a Roma, il 14 marzo, nel corso del convegno “Il Mezzogiorno d’Europa: Italia del Sud, Germania dell’Est e Polonia centrale”, promosso dall’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari e dal Centro Studi Federico Caffè di Roma, il volume “Il Mezzogiorno d’Europa”, a cura del prof. Bruno Amoroso

, docente emerito presso l’Università di Roskilde (Danimarca) nonché presidente del Centro Studi Federico Caffè. Il Testo vede coautore anche il Direttore Generale dell’Osservatorio Banche Imprese, Antonio Corvino.

Il libro, che contiene gli interventi dei relatori italiani intervenuti alla Conferenza di Varsavia “The Triple European Mezzogiorno” nel settembre 2009, rientra nel progetto “Triplo Mezzogiorno”, di cui rappresenta la sintesi relativa alle problematiche per il nostro Paese.

Il progetto “Triplo Mezzogiorno” è stato ideato e promosso dal professor Antoni Kuklinski, Professore Emerito presso l’Università di Varsavia, Direttore del Centro di ricerca delle regioni europee RECIFER nella School of Business-National-Louis University a Nowy Sacz, membro onorario della Akademie fur und Raumforschung Landesplanung in Hannover e dell’Accademia Internazionale di sviluppo regionale e cooperazione di Mosca, membro del Club di Roma. Il Progetto è stato sviluppato grazie ad importanti partnership: per l’Italia, l’Osservatorio Banche Imprese, insieme ad alcuni economisti e sociologi delle Università di Bari e La Sapienza di Roma; per la Germania, tra le altre, la Fondazione Volkswagen; per la Polonia, il Ministero per lo Sviluppo Economico e l‘Università di Varsavia.

Il “Triplo Mezzogiorno” deriva da uno schema interpretativo del Mezzogiorno d’Europa – che coinvolge le tre aree dell’Italia del Sud, della Germania dell’Est e della Polonia orientale – basato su una lettura di lunga durata degli eventi che hanno interessato le tre macro aree in questione, e sulla rottura delle “barriere” che si sono prodotte nei suddetti territori attraverso l’individuazione dei cosiddetti “nodi gordiani” che hanno sinora bloccato lo sviluppo del Mezzogiorno e che richiedono, secondo l’impostazione del professor Kuklinski, delle soluzioni “alessandrine”.

Le tre macro aree oggetto di discussione nel convegno sono ambiti territoriali che occupano una posizione geografica di frontiera in raffronto ai rispettivi mercati capitalistici, a livello nazionale ed europeo.

Il Mezzogiorno d’Italia presenta, come evidenziato dal direttore Corvino, relatore al convegno, una situazione particolare, connessa alle caratteristiche dimensionali del suo tessuto produttivo che rappresentano nello schema di Kuklinski un autentico “nodo gordiano”.

“Per gli imprenditori del Sud, caratterizzati dalla assoluta prevalenza (99,4 %) di Lillipuziani – imprese con meno di 50 addetti – rispetto ai gladiatori (0,6 %) – imprese con più di 50 addetti – la soluzione “alessandrina” consiste nel rimuovere in maniera drastica e definitiva il problema del sottodimensionamento che si accompagna alla sottopatrimonializzazione e alla scarsa internazionalizzazione. Il percorso obbligato, pertanto, non può che essere l’aggregazione in reti di filiera, piuttosto che di progetto, abbandonando l’idea che la distrettualizzazione del tessuto produttivo possa rappresentare il motore per lo sviluppo del territorio meridionale”.

“La fuoriuscita dalla crisi potrà avvenire allora attraverso la costruzione di uno scenario basato sul Nuovo Paradigma Competitivo e sull’investimento in ricerca e innovazione, affidati alle reti. A ciò si deve aggiungere – continua Corvino – l’adeguato sviluppo delle policy e il miglioramento dell’operato della Pubblica Amministrazione”.

“L’idea di una nuova programmazione, basata essenzialmente sul potenziamento infrastrutturale e logistico, su una governance più snella ed efficace e sull’incentivazione costituisce – conclude -la migliore exit strategy dalla crisi per le imprese meridionali”.

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