Una maggiore consapevolezza dell’importanza di un attento modo di alimentarsi produrrà notevoli vantaggi per la prevenzione di molte patologie collegate proprio alle abitudini alimentari; fra queste rientra la cefalea.

La cefalea, detta comunemente “mal di testa”, è uno dei disturbi più comuni e più fastidiosi ma, nel contempo, ancora privo di un’esatta ed esauriente spiegazione scientifica.
Si distinguono le cefalee primarie (emicrania, cefalea muscolo-tensiva, cefalea a grappolo) e le cefalee secondarie (a patologie cerebrali, craniali, internistiche o psichiatriche, oltre a quelle derivanti da abuso di farmaci), infine le nevralgie craniali, tra cui la nevralgia del trigemino.
Nella pratica clinica, l’emicrania con le sue varianti è la cefalea più frequente di cui soffrono le persone.
Ogni tipo d’emicrania necessita di una sua terapia specifica, di cui non ci occuperemo in questa sede.Vediamo invece una serie di fattori che scatenano eo facilitano lo sviluppo di un attacco emicranico (ormoni estrogeni, il rilassamento dopo stress eo sforzi fisici sostenuti, il fumo, anche di poche sigarette e anche il fumo passivo ).
Ma anche l’alimentazione ha le sue responsabilità tanto che gli anglosassoni distinguono una emicrania alimentare (dietary migraine). Numerosi cibi, ottimi da un punto di vista nutrizionale e igienico-sanitario, possono generare una crisi emicranica nei soggetti sensibili. Il cioccolato, gli insaccati, i formaggi stagionati, la frutta secca, gli agrumi, i fritti, l‘intolleranza al glutine hanno un vero e proprio effetto vasodilatatore, per cui favoriscono l’insorgere della cefalea.  Ancora il dolcificante sintetico aspartame, il glutammato monosodico, che si trova anche nei dadi da brodo, la liquirizia. Il consumo di alcol, in particolare di vino rosso.
La gelatina utilizzata sia per la preparazione di capsule ad uso farmaceutico sia per la preparazione di caramelle e molti altri preparati dell’industria dolciaria, può essere una delle cause scatenanti di un’episodio di “dietary migraine” senza che il soggetto interessato riesca a ricostruire quale sia stato il possibile fattore scatenante. Attenzione al digiuno e alle diete troppo drastiche che causando un’alterazione del livello degli zuccheri ( calma insulinica) , possono portare episodi di cefalea.
E’ quindi un obiettivo essenziale al fine di effettuare una prevenzione degli attacchi di emicrania  che i soggetti affetti da questa patologia migliorino la comprensione e la consapevolezza dell’importanza della nutrizione, dei regimi dietetici e dello stile di vita al fine anche di sostenere da un lato le scelte a favore di alimenti che con certezza non rappresentino un fattore scatenante la crisi, dall’altro che venga comunque seguito un regime alimentare corretto che non determini a lungo termine deficit subclinici di specifici fattori nutrizionali.
Ancora una volta dobbiamo sottolineare che prevenire è meglio che curare e che  rispettando alcune norme e attenendosi ad abitudini di vita semplici e sane è possibile prevenire gli attacchi di cefalea e di molte altre patologie.
Il ricorso ai farmaci è talvolta necessario se non si riesce ad arginare il mal di testa semplicemente facendo attenzione alle proprie abitudini quotidiane.
Dr.Giorgio Natali
nataligiorgio@virgilio.it

 

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