Una dichiarazione del consigliere PdL, Antonio Barba: “Mentre la sinistra a Roma organizza sit-in di protesta in cui si arrivano persino a lanciare monete contro gli esponenti del centrodestra, per sfuggire al dibattito in Aula su un provvedimento di riforma della Giustizia Italiana, a Bari, in materia di sanità, si esonerano i consiglieri anche della ‘dura’ fatica della discussione.

Con una leggina di ben un articolo e addirittura (!) 5 commi, si chiudono una serie di ospedali che rappresentano l’unica risposta alla domanda ed al bisogno di salute dei pugliesi. Ma non avendo nemmeno il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome, le strutture dismesse o altamente depotenziate, vengono denominate RSA e Hospital.
In queste circostanze, in cui nemmeno un italiano arzigogolato può essere di aiuto, l’inglese ‘fa’ chic, per quella sua dote meravigliosa di dire e non dire.
Una cosa è certa: sugli sprechi e sugli sperperi si è preferito non intervenire, dal momento che, come è facilmente intuibile, è in quel ‘mare magnum’ che si alimenta la vorace claque della clientela.
All’orizzonte si staglia comunque una lotta interna al centrosinistra dalle imprevedibili conseguenze. Lo scollamento tra la Giunta e il Partito Democratico è ormai totale e le assenze di tanti, troppi, consiglieri di maggioranza la dicono lunga sullo stato dei rapporti interni alla coalizione di governo.
Da grande comunicatore qual’è, il presidente Vendola, ha capito bene che è più utile spostare l’obiettivo da via Capruzzi su altre vicende. Meglio qualche sguaiata polemica con Formigoni o qualche ironica dichiarazione sull’accoglienza dei profughi tunisini (dalla quale ancora non si comprende bene se la Puglia può essere o meno una regione ospitale) che lasciarsi incastrare dal fuoco di domande alle quali sarebbe costretto e rispondere circa l’inadeguatezza della sua amministrazione ad affrontare e risolvere il problema della sanità, stretto com’è nella morsa che vede da un lato le mirabolanti promesse fatte in campagna elettorale e, dall’altro, la necessità di rientro dopo gli sciali della scorsa consiliatura”.