In occasione della festa dell’8 marzo, registriamo un intervento del consigliere comunale Gianluca Borgia, che spiega: “Come ogni anno, da un secolo a questa parte, l’8 marzo, viene “celebrata” la festa della donna.
Nel corso degli ultimi anni la ricorrenza sta perdendo l’originario significato di lotta e di protesta per assumere una occasione di mero carattere commerciale.

Vanno bene anche le manifestazioni e convegni organizzati dalle associazioni femminili per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi che ancora oggi pesano sulle condizioni delle donne ( disoccupazione,violenze,schiavitù,ecc).
Non basta però ricordarsi delle donne  l’8 marzo, regalando semplicemente  quel mazzettino di mimose, quale simbolico riconoscimento alla loro diuturna, quasi invisibile presenza nella vita quotidiana.
Provocatoriamente, se invece decidessero, moderne Lisistrate, tutte insieme ad inscenare una clamorosa protesta, andando  in piazza, scioperando e incrociando le braccia per almeno un giorno,dimostrerebbero ancora oggi un minimo di orgoglio.
Oppure, tornare a combattere,difendendo i propri diritti ancora negati, decidendo di negare, a loro volta, il proprio voto, nei confronti dei tanti maschilisti, che si faranno sicuramente vivi in questi giorni con il solito mazzettino di mimose, anonimo simbolo di indifferenza.
Le donne nella storia italiana, se si eccettuano rare personalità, sono state relegate ad un ruolo prevalentemente domestico: presenti ed agenti, ma invisibili.
Anche per questo tutta l’Italia deve un grazie ed ha pertanto il dovere civile di coltivarne la memoria.
Quest’anno nel nostro Paese si celebrano i 150 anni dell’Unità d’Italia. Pertanto rivolgo un invito all’Amministrazione Civica, perché voglia prossimamente, intitolare alcune strade della Città (carenti di nomi femminili!) a nomi di donne protagoniste del cambiamento, della  modernità e della emancipazione del nostro Paese. Mi riferisco a Maria Corti, ad Oriana Fallaci, Camilla Cederna, Lalla Romano, Maria Montessori.

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