Si chiama “Questo è il mio paese” la mostra del pittore Carlo Cego. Un artista particolare, isolato e sconosciuto alla grande critica, ma che rivive e viene conosciuto e apprezzato grazie alla moglie Paola Iacucci, presidente della fondazione Carlo Cego.

L’artista nasce a Valdagno (Vicenza) il 10 Luglio 1939, vive a Roma dove si diploma all’Accademia di Belle Arti con Franco Gentilini. A Roma frequenta la galleria-libreria AL FERRO DI CAVALLO, luogo d’incontro di artisti, poeti e scrittori. Tra il 1966 e il 1968 è a Genova dove lavora come scenografo nella fase inaugurale del teatrino sperimentale del Teatro Stabile e nel 1968 Gastone Novelli lo chiama come suo assistente presso il liceo artistico di Brera e a Milano rimane fino alla sua scomparsa.
A partire dal 1980 trascorre lunghi periodi a Otranto, dove dipinge in una piccola casa-atelier conquistato dalla luce meridiana e dalla umanità del Salento e dove entra a far parte del gruppo di intellettuali e artisti che in quegli anni soggiornano nella città salentina. In questo periodo la sua pittura, improntata fino ad allora a un geometrismo lirico, abbandona la forma costruita e sviluppa un linguaggio minimale fatto di linee colorate e ampi spazi bianchi : “Il percorso di Carlo Geco va analizzato a blocchi: quello dei primi anni 70 che possiamo denominare di ARTE ANALITICA, cioè con figure geometriche, retaggio di una formazione architettonica; il periodo che va dalla fine degli anni 70 e inizio 80 lo chiamiamo LUCE, piccoli arcobaleni, filtrazioni minimali di luce, pulsazioni cromatiche, una rilettura del futurismo.” , parla Marinilde Giannandrea, curatrice della mostra di Carlo Geco, presente alla conferenza stampa di questa mattina per la promozione dell’evento, “Le tele sono imbevute di colore – continua la Giannandrea – il risultato finale non è previsto dall’inizio proprio perché è la reazione della tela al colore. Il senso dell’amore per la pittura è la chiave di lettura di questo pittore. Pittore non conosciuto alla grande critica per due fondamentali motivi: è sempre stato isolato e anche perché dagli anni 70 la pittura ha avuto quella che noi chiamiamo sfortuna critica”.
Parole di grande orgoglio e felicità sono state espresse anche dalla vicepresidente della provincia di Lecce e assessore alla cultura Simona Manca, presente alla conferenza di questa mattina: “L’artista, formatosi in varie città d’Italia ha infine scelto Otranto come rifugio, come porto nel quale approdare per dar sfogo alla creatività. Nei suoi quadri ritroviamo i nostri colori e le nostre luci. La mostra si è svolta ad Otranto ed ora siamo molto felici di averla anche qui a Lecce, è un orgoglio questo, soprattutto per noi salentini.”
Altre indicazioni sull’artista sono state fornite nel corso della conferenza dal direttore del museo Sigismondo Castromediano di Lecce Antonio Cassiano: “ Cego ha scelto di essere un pittore astratto, dimostrando che non tutti possono esserlo. Il suo modo di lavorare la tela richiede tempi molto lunghi, procede quasi come un pittore antico. Una pittura, la sua, molto meditata.”
L’inaugurazione della mostra  si svolgerà venerdi 11 Marzo 2011, alle ore 19.00, presso la chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce e sarà visitabile dall’11 al 27 Marzo 2011.

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