Condivido – dichiara Carlo Salvemini – le valutazione di forte perplessità già autorevolmente espresse circa i tempi e le modalità con le quali l’Amministrazione Perrone ha annunciato l’avvio dell’istruttoria pubblica sulla demolizione della Scuola Materna di P.zza Partigiani

(ed il suo trasferimento in V.le Roma) e la vendita del suolo a privati per la costruzione di edifici e spazi commerciali.
E’ complicato infatti immaginare di poter sollecitare gli interessati ad una valutazione di merito su un progetto di riqualificazione pubblico dell’area annunciato ma non esistente; su un progetto di edilizia privata inesistente se non nelle previsioni di cubatura massima consentita; su un progetto di realizzazione di una nuova scuola materna pubblica al momento inserito solo nel piano triennale delle OO.PP, di cui non sono noti i dettagli nè l’area precisa dove dovrebbe sorgere.

Ma a questo punto sarà compito del Sindaco dare senso e significato ad un procedimento disciplinato dal nostro Statuto esclusivamente in caso di “opere pubbliche che incidono in modo rilevante sull’economia e sull’assetto del territorio e dell’ambiente”. Al momento non può che concludersi, infatti, che all’intervento previsto in P.zza Partigiani l’Amministrazione Perrone assegna questa delicata valutazione d’impatto. Non si capisce se per mere considerazioni d’interesse pubblico; o perchè vengono condivise le preoccupazione dei residenti contrari al progetto circa l’incredibile aumento della volumetria edificatoria pari a circa il 139% rispetto a quella esistente!

Prendiamo atto della decisione di avviare l’istruttoria pubblica che apre comunque un iter di confronto trasparente con il quale si consente l’esplicitazione e il confronto tra gli interessi privati, pubblici e diffusi legati alla realizzazione dell’opera.

A questo punto chiedo al Sindaco di essere coraggiooso e di estenderla a tutti gli altri interventi previsti nel Piano delle Alienazioni che, come per Piazza Partigiani, prevedono la trasformazione di zone destinate a servizi in zone commerciali, direzioni, ricettive.
Mi riferisco quindi alla sede del Tribunale Penale, a quella dell’Istituto Magistrale Sicialini, all’ex Caserma dei vigili Urbani di V.le De Pietro, alla sede ex omni di V.le Marche, agli Uffici Pubblici di via Braccio Martello.
In questo modo infatti si assegnerebbe pari importanza, in termini di incidenza sull’economia e sull’assetto del territorio e dell’ambiente, a quell’articolato elenco di beni di proprietà comunale inseriti nel famigerato Piano delle Alienazioni, il quale obiettivamente incide in modo rilevante sugli equilibri urbanistici della città.
Prevengo l’obiezione: il Regolamento disciplina solo le opere pubbliche da realizzare ed inserite nel Piano delle Opere Pubbliche. In questo casa, data la rilevanza della questione, si dovrebbe decidere di estenderla anche a edifici di proprietà pubblica esistenti per i quali si decide di fatto la dismissione. Basterebbe una semplice modifica al Regolamento sull’Istruttoria Pubblica. Se c’è la volontà politica la si approva in tempi brevissimi.

La proposta che rivolgo al Sindaco è quindi molto semplice:
si apra un’istruttoria pubblica su ogni singolo intervento di trasformazione di zona a servizi in zona di edificazione abitativa o commerciale.
E il modo politicamente più convinvere di prevedere un confronto aperto con la città sulle conseguenze urbanisticamente più significative scaturenti dal Piano delle alienazioni.