Nonna Lucia era sempre molto indaffarata.
Era una vecchina davvero deliziosa, molto, molto brava nell’arte culinaria.
Lo sapevano bene amici, parenti, vicini, tutti andavano in visibilio pensando ai suoi manicaretti.

A lei faceva molto piacere avere sempre compagnia, far qualcosa per gli altri, avere intorno un girotondo di persone che le volevano bene, ma … c’era un neo: stare sempre in cucina le portava via molto tempo.
Eh si, cucinare delle pietanze elaborate richiede tempo e passione. Lei, poi, adorava i servizi da tavola, tovaglie, tovaglioli, posate e utilizzava sempre tutto ciò che di migliore aveva, “Almeno, me lo godo!” – pensava.
Questo era senza dubbio vero, ma non faceva altro che aumentare la mole di lavoro a suo carico.
I suoi ospiti si offrivano di aiutarla, ma lei, gentilmente, con tutta la cordialità di cui era capace, rifiutava. Non voleva sottrarre loro tempo al divertimento e adorava sentirli ridere e chiacchierare. Per lei era la ricompensa più bella!
C’era una cosa, però, che non aveva calcolato: a furia di dedicarsi alla cucina e poi a rassettarla, aveva accumulato le altre faccende domestiche, prima fra tutte il bucato.
Se ne avvide solo quando non trovò un grembiule che cercava da tanto e lo rinvenne nel cesto della biancheria sporca, ormai straripante.
“Oh beh! Metterò tutto in lavatrice, tanto, con i detersivi di oggi, posso mescolare di tutto”.
Questo sarà anche vero, ma neri e jeans, come i bianchi, a volte vanno trattati separatamente.
Nonna Lucia, però, non avendo tempo, e non essendo esperta di ritrovati moderni, mise tutto insieme nel cestello della lavatrice.
Non vi dico il risultato! Lei lo notò solo a bucato asciutto!
“Oh mamma! Dicevo io che mi sembrava avere un colore strano. Pensavo fosse un effetto dei capi ancora bagnati, invece … guarda qui!” – esclamò la nonnina con voce lamentosa.
“E adesso? Che mi metto? È domenica, i negozi sono chiusi, neanche posso andare a comprarmi qualcosa. I miei vestiti sono tutti variopinti … e le tovaglie? Che disastro!”.
Pensa e ripensa, non trovò niente di meglio da fare che indossare il risultato del suo operato, era l’unica soluzione al momento. È ovvio che, non appena poté, si rifece il guardaroba.
Uno dei suoi ospiti, quella domenica, in cui cercò di coprire il danno alla meglio con il suo grembiule da cucina, ascoltando il suo problema, le fece una proposta: “Non ti disperare! So io come risolvere questa faccenda. Sono un tecnico del settore e sto cercando di sperimentare una mia idea. Questa sarebbe un’ottima occasione, sia per aiutarti, che per dimostrare la bontà del mio pensiero. Modificherò la tua lavatrice, aggiungendole cestelli e tubi di scarico separati. In questo modo, potrai effettuare un unico bucato, come se fossero quattro: bianchi, colorati, neri e jeans! Eh? Che ne pensi? Non è un’idea geniale?”.
“Credo di si, non ho nulla in contrario. Quando cominci?”.
“Anche adesso se vuoi. Mi occorre solo il tempo di andare a casa a prendere i miei attrezzi e il materiale. Entro stasera, avrò risolto il tuo problema! Promesso!”.
Detto fatto! Dopo neanche mezz’ora, il ragazzo era già andato e tornato e si era messo al lavoro.
Smonta questo, aggiusta quello, aggiungi l’altro, la lavatrice fu pronta entro sera.
“Visto? Ti piace?” – domandò il ragazzo alla nonnina.
“Certo che mi piace” – porgendogli un caffè – “Dovresti farmi vedere come funziona però!”.
“Naturalmente! Devi solo procurarmi dei capi da lavare. Anche uno per ognuno andrà bene”.
Nonna Lucia pensò: “Adesso gli ridò il bucato che ho rovinato, anche perché non ho altro. Male che vada, rimarrà così e, se mi va bene, potrò riavere il mio guardaroba”.
Il ragazzo intuì che quello fosse il risultato precedente, ma provò ugualmente.
Tutto funzionò alla perfezione e, come per magia, quella lavatrice fu veramente in grado di recuperare i capi di nonna Lucia, grazie ai suoi programmi e ai detersivi immessi dal ragazzo.
Procedeva tutto a gonfie vele, fino a quando il congegno dovette scaricare l’acqua del lavaggio: “Sboom”. I tubi non ressero la pressione ed esplosero, staccandosi dalla lavatrice e tingendo tutto intorno le pareti della casa.
Un po’ d’acqua refluì nei cestelli e così, i vestiti con tanta gioia recuperati, furono di nuovo persi.
In quel momento, mentre nonna Lucia si disperava e il ragazzo non sapeva più come scusarsi per l’errore commesso nel montaggio, un vicino, attratto dal rumore dell’esplosione, corse a casa della vecchina per assicurarsi che stesse bene, pensando ad una fuga di gas.
Trovando la porta aperta, visto che i due cercavano di asciugare l’acqua fuoriuscita, si introdusse direttamente nell’appartamento senza bussare e, vedendo quel disastro, dapprima sugli abiti della nonnina, esclamò: “Che look!”.
Poi, volgendo lo sguardo alle pareti quasi immediatamente, proseguì: “Che style!”.
“Ma che fa? Mi prende in giro? Non solo mi sono spaventata per lo scoppio, ora pure per lei e da sopra mi fa pure la beffa?” – rispose, un po’ adirata, nonna Lucia.
“No, no, le chiedo scusa. Pensavo le fosse accaduto qualcosa!” – si giustificò quello.
“E questo non le pare abbastanza?”.
“Per lei no! Ma si rende conto? Ha la casa più fashion del quartiere! E i suoi vestiti? Unici!”.
“Veramente?” – domandò lei, perplessa.
“Certo! Permette?” – facendo cenno di presentarsi.
“Tanto, ormai …” – rispose lei – “Fate tutto voi …”
“Gregory Mod! Stilista e designer! Risolverò tutto io. Questo stile è esattamente quello che cercavo per le mie nuove creazioni e lei sarà la mia testimonial!”.
“Io? Alla mia età!”.   
“Certo, contro ogni tendenza. Vedrà, guadagnerà così tanto da potersi comprare una casa nuova, altro che ristrutturazioni! E gli abiti? Quanti ne vorrà, anche i più costosi. Allora? Accetta?” – tendendole la mano, che lei raccolse.
“Accetto! Andata!”.
“Scusate?! E io?” – domandò il giovane, causa del disastro.
“Oh certo, sei tu che hai fatto tutto questo, vero? Complimenti, davvero! Anche per l’idea. Conosco un ingegnere che sarebbe felicissimo di aiutarti a perfezionarla e a metterla in commercio. Sarebbe un successone, soprattutto se venduta ad un prezzo contenuto. Ti interesserebbe metterti in contatto con lui?”.
“Io, beh, siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii”.
Da quel giorno, apparentemente infausto, trascorse qualche mese.
Il tecnico guadagnò così tanto che, per sdebitarsi, rifece il guardaroba alla nonnina e le regalò quattro lavatrici, una per ogni tipo di bucato e Nonna Lucia divenne una testimonial di tutto rispetto, ma non cambiò mai casa, era troppo affezionata alla sua.
Lo slogan del suo spot? “Che look, che style!”.
Fine
Ogni riferimento a fatti, persone, situazioni, è puramente casuale e frutto dell’inventiva del narratore

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.