“Quello che salta immediatamente agli occhi, riguardo al comportamento dell’Amministrazione comunale rispetto alla vicenda del Circolo Tennis, è l’assoluta mancanza di capacità, o di volontà, di applicare in questa circostanza lo stesso “pugno di ferro” che si è scelto di applicare rispetto agli altri casi di morosità.

Dalla campagna di recupero dell’evasione ICI e Tarsu, sulle cui mirabolanti cifre si reggono gli ultimi bilanci comunali, all’atteggiamento tenuto nei confronti del centro sportivo Itaparica, per il cui gestore è stata avviata la procedura di sfratto, l’ordine impartito dall’Amministrazione comunale è stato quello di “non fare prigionieri”. Una volta imbattutisi invece nell’inadempienza del Circolo Tennis, l’Invincibile Armata di Palazzo Carafa si è trasformata in una schiera di servizievoli maggiordomi, pieni di riverenze per l’illustre ospite, ed il “pugno di ferro” ha indossato un guanto del più soffice dei velluti. Un doppiopesismo intollerabile che caratterizza la Giunta cittadina come forte con i deboli e debole con i forti.
Vogliamo comunque ricordare a tutti che esiste uno Statuto comunale che all’art. 15, in presenza di una petizione popolare che abbia raccolto almeno cinquecento firme, prevede che il tema debba essere discusso dal Consiglio Comunale e che il Sindaco debba pronunciarsi in merito a quanto di sua competenza.

Considerato che le firme raccolte per la petizione popolare sul Circolo Tennis sembrerebbero aver abbondantemente superato la soglia di ammissibilità prevista, chiediamo che la questione venga dibattuta in sede di Consiglio comunale. Questo nel più totale rispetto dei principi che ispirano gli Istituti di Partecipazione, espressamente previsti dallo Statuto comunale, e di quelli ancor più elementari della trasparenza dell’azione amministrativa e della lealtà verso la Città.” Lo comunica in una nota di Antonio Rotundo sulla vicenda del Circolo Tennis.

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