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Qualche piccolo passo avanti per gli universitari che negli ultimi giorni hanno visto la posizione dell’Amministrazione dell’Ateneo salentino, cambiare. Nonostante il metodo di tassazione sia rimasto invariato, la commissione tasse ha apportato delle modifiche tecniche, tra cui la proroga dei pagamenti spostata al 31 Maggio.

E’ ancora presto per cantar vittoria certamente, e ancora troppo poco è stato ottenuto ma l’unione degli universitari e il consiglio degli studenti non si arrendono e continuano la battaglia che da tre settimane portano avanti per ritirare il nuovo metodo di tassazione che ha messo in notevoli difficoltà gran parte degli studenti dell’università del Salento.

 

Il metodo basata sulla meritocrazia e che è stato deliberato a luglio senza dare il tempo a tutti gli iscritti di correre ai ripari e che ha danneggiato in particolare fuoricorso e studenti iscritti alle lauree magistrali, continua a non essere accettato dalle unioni universitarie che paventano l’estinzione dell’Ateneo e quindi di una grande fonte di risorse per la stessa economia cittadina.

Non a caso infatti, l’Università del Salento conta 28.000 iscritti, che rapportati al numero degli abitanti leccesi (circa 95.000), sono abbastanza per affermare che una buona parte dell’economia leccese è mossa proprio dagli studenti. Se come molti di essi affermano, non sarà più possibile per loro continuare gli studi, cosa accadrà?
E’ per questo che l’UDU questa mattina ha reso pubblico un messaggio rivolto a tutte le istituzioni. Comune, Provincia e Regione sono state quindi chiamate a rapporto per risolvere il problema.

Nelle casse universitarie in base al bilancio approvato nel 2008, devono rientrare 1.600.000 euro che rimarrebbero fuori se si congelasse la tassazione per merito. Ora l’unione degli universitari ha ottenuto in commissione la possibilità di avere eventuali finanziamenti per coprire quella cifra che altresì andrebbe guadagnata con la “tassazione malata”; gli studenti chiedono quindi alle istituzioni un aiuto, proprio affermando il principio secondo cui il problema dell’Ateneo non deve essere ignorato dalle amministrazioni governative e che l’Università provvede non solo al prestigio ma anche al sostentamento stesso della città.

“Siamo ancora a metà strada.” Affermano i rappresentati dell’UDU. “Per questo oggi abbiamo deciso di lanciare un appello alle istituzioni. Aiutateci a costruire il futuro che vogliamo e meritiamo.”

Di seguito riportiamo la lettera di appello rilasciata dall’unione degli universitari.

Appello alle istituzioni

“Aiutateci a costruire il futuro che vogliamo e meritiamo”

Siamo studenti che ogni giorno con abnegazione e passione cercano di portare avanti la loro vita universitaria. Siamo giovani che hanno deciso di provare a costruirsi un futuro tramite un valore sempre meno considerato: la cultura. Siamo la generazione messa  in ginocchio dal precariato, dall’attacco ai diritti e dai tagli all’istruzione.   Siamo ciò che è considerato comunemente il futuro della nazione, ma in realtà guardando avanti nel tempo vediamo solo un immensa e oscura incertezza.
Molti di noi provengono da famiglie a basso reddito in cui i genitori fanno sacrifici immensi per garantirci un futuro e una vita migliore della loro. Molti di noi sono costretti a fare essi stessi immensi sacrifici lavorando (spesso in nero) e studiando contemporaneamente.
Sogniamo di diventare avvocati, professori, economisti, scienziati, psicologi, linguisti ma spesso i nostri sogni cozzano con la realtà che ci circonda e questo sconsiderato aumento delle tasse universitarie è l’ennesimo ostacolo posto fra noi e la concretizzazione di ciò che vorremmo essere.
Chiediamo una presa di coscienza forte da parte delle istituzioni, chiediamo che il nostro grido d’aiuto venga colto. Ma chiediamo soprattutto risposte. Non vogliamo sentire belle parole sul ruolo centrale che i giovani devono acquisire nelle politiche della nostra nazione, né vogliamo sentire monologhi di politici su quanto sia bella l’istruzione pubblica mentre magari mandano i loro figli nelle università private. Vogliamo risposte concrete, vogliamo maggiori fondi per le borse di studio e maggiori fondi per le università da comuni, regione e stato.

Se è vero che i giovani e l’università sono al centro dell’agenda politica delle nostre  istituzioni, questa è l’occasione giusta per dimostrarlo: come ripetiamo da ormai due anni ad essere attaccato non è solo il diritto allo studio ma tutto ciò che ruota attorno al sistema università e quindi tutto quello che negli anni ne è economicamente derivato per la città di Lecce ed il suo territorio!
I motivi per scendere in campo sono dunque molteplici: salvaguardare quella funzione di ascensore sociale che da sempre l’Università del Salento ha rappresentato per il territorio; dare una risposta a tutte quelle famiglie a cui è stato ingiustamente chiesto un cospicuo esborso economico per far fronte ai tagli governativi; evitare quindi la fuga e l’abbandono dagli studi di tanti studenti e cominciare ad investire seriamente su formazione e cultura nel nostro territorio.

Comune, Provincia e Regione a voi la parola!

VIDEO-INTERVISTA di Barbara Tornese

 

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