“Un Mezzogiorno desertificato, un Paese avvilito, in ginocchio davanti all’egoismo valligiano di Bossi ed alle necessità di sopravvivenza del governo Berlusconi”. I dati sulle conseguenze del federalismo municipale “promettono lacrime e sangue per i comuni del Sud e la Lega

blinda il provvedimento, spingendo l’esecutivo a porre la fiducia alla Camera”. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, “non ci sta” e chiede ai parlamentari pugliesi, meridionali e italiani di assumere qualsiasi iniziativa per far valere le ragioni di “un’Italia diseredata, impoverita, svuotata di risorse dalla politica governativa del centrodestra in camicia verde padana, un’Italia che vive e lavora al di sotto della Linea Gotica e che sarebbe ulteriormente diseredata, impoverita, svuotata di risorse dall’attuazione di un federalismo comunale improvvido, iniquo ed egoista”.
Il presidente dell’Assemblea pugliese è spinto a lanciare “un grido d’allarme” dalle recenti proiezioni della CGIA di Mestre. L’Associazione dei piccoli artigiani mestrini elabora periodicamente studi sugli effetti delle manovre finanziarie e fiscali ed ha appena diffuso una tabella, su base provinciale, che anticipa conseguenze pesanti per il Centro Sud. La riforma penalizzerebbe le province da Livorno a Trapani e premierebbe invece il Settentrione.
Più 211 euro a testa per gli abitanti nel milanese, i più favoriti e 327 euro in meno per ogni residente nella provincia napoletana.
Per la Puglia, invece, solo segni negativi: Foggia -192, Taranto addirittura -215, in confronto Bari sarebbe meno colpita, “si fa per dire”, con 52 euro in meno per ogni residente nella provincia.
“I dati sono agghiaccianti. Piove sul bagnato – osserva il presidente Introna – la riforma federalista corre in soccorso dei forti e ‘uccide’ il resto del Paese”.
“È evidente che a queste condizioni nessun governo di buon senso la realizzerebbe – insiste Introna – e non mi vengano a parlare di perequazioni, di ammortizzatori, di misure di adeguamento. Non ci sono perequazioni che tengano: il Sud morirebbe. E morirà, come stanno già cessando di vivere le aziende, che chiudono o delocalizzano all’estero, come stanno già scomparendo i cervelli, con i giovani laureati che lasciano il Mezzogiorno per trovare lavoro, anche a tempo determinato o part time, purchè si lavori!”.
“Ma è questo che vuole la Lega, con questa riforma forzata, a fucile spianato: una nuova stagione di emigrazione dal Sud verso il Nord, per sostituire forza lavoro extracomunitaria con le braccia dei nostri ragazzi. Noi respingiamo un futuro da schiavi, ma se davanti a queste verità oggettive e a questi pericoli evidenti non troviamo collaborazione anche dai politici e amministratori del centrodestra, rischiamo di predicare nel deserto: il deserto del Sud”.

 

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