Ancora un passetto in avanti per il Ddl con il quale il Governo regionale intende trasferire ad un’azienda pubblica la gestione del servizio idrico integrato.
“Una questione di punta della Giunta Vendola sulla quale esiste un consenso popolare – ha sottolineato il presidente della quinta commissione, Donato Pentassuglia, che in seduta congiunta con la seconda commissione, ha ascoltato il Comitato pugliese “acqua bene comune”.

Un consenso popolare che secondo il presidente del Comitato, Margherita Ciervo, “è cresciuto in maniera consistente”.
Ma la Ciervo è chiara: “non è un’intesa  senza se e senza ma”. Infatti esistono una serie di paletti che per il Comitato rappresentano delle questioni “irrinunciabili”.
Primo, il rafforzamento dell’aspetto politico – ideologico, quella che è l’impalcatura della legge è uno dei principi fondamentali. Della serie, non sono graditi emendamenti che possano snaturare il testo; secondo la necessità dell’esistenza di un fondo per gestire il cosiddetto “diritto all’acqua”, quei 53 litri di acqua che rappresentano il diritto di ogni cittadino (una sorta di franchigia giornaliera); ultimo aspetto, ma non per importanza: la scelta politica della forma societaria che “non deve” essere, secondo il Comitato acqua pubblica, una Società per azioni, ma “deve” essere un sistema che garantisca il “pluralismo democratico”.
Il presidente della commissione, Donato Pentassuglia e l’assessore Fabiano Amati considerando anche la necessità espressa dal capogruppo del Pdl, Rocco Palese, di richiedere un parere al legislativo “alla luce anche dell’audizione del Comitato e degli emendamenti proposti dal governo regionale”, hanno convenuto sulla necessità di rinviare l’avvio della discussione nel merito della legge.
Il capogruppo del Sel, Michele Losappio ha chiesto di accelerare ogni procedura propedeutica  all’esame del Ddl, anche a nome degli altri esponenti del Sel, Michele Ventricelli e Alfredo Cervellera.
“È legittimo – dicono i consiglieri del partito del presidente – che si cominci il dibattito sulla legge. Così potranno emergere  le differenze politiche nel merito della questione. Così, chi non la pensa come noi, dovrà avere il coraggio di assumersi la responsabilità di dire ai pugliesi a chi intende affidare la gestione dell’acqua”.
“Quello che sta accadendo in Puglia – ha sottolineato Margherita Ciervo – diventerà patrimonio per tutta la Nazione. Un percorso importante che farà da apripista, anche alla luce del referendum previsto”.

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