“Dopo la notizia del finanziamento della Regione, oggi il sindaco Paolo Perrone ha deciso di rispondere all’appello degli studenti con delle parole che qualificano le sue affermazioni come appariscenti, vacue e per nulla concrete.” Lo comunica in una nota l’Udu di Lecce. “Il comune ostenta quanto

fatto in passato in materia di servizi agli studenti, descrive le richieste come sacrosante, ma nel frattempo prende una posizione netta: non darà un soldo all’Università del Salento. Promette tuttavia un maggiore impegno proprio sui servizi agli studenti.

Come è possibile che le risorse economiche ci siano per migliorare quello che già esiste ma poi spariscano magicamente quando potrebbero essere usate per complementare i tagli del governo Berlusconi?
All’ UDU interessano poco le parole, poco le passerelle mediatiche e poco gli atteggiamenti di chi festeggia pomposamente il passato mentre chiude sul futuro, il nostro futuro di studenti universitari.

Se il comune volesse veramente salvare l’Ateneo Salentino, basterebbe annullare il pagamento degli affitti arretrati del palazzo “Principe Umberto” che ammonta a 1.500.000 € e previsto per il 15 Giugno del corrente anno. Ci pare incoerente vantarsi di quanto fatto se, dati alla mano, queste affermazioni vengono da chi ha percepito complessivamente 8,5 milioni di € nelle proprie casse nell’ormai famosa operazione “Principe Umberto”. Inoltre ci sembra che il Comune abbia una visione irrealistica della nostra Università e del relativo contesto: è vero che qualcosa è stato fatto ma la strada per considerare Lecce una vera “città universitaria” è ancora molto lunga, basti pensare ai sistemi di “welfare studentesco” presenti nelle altre città universitarie e come  sia interesse degli stessi enti locali (ma a quanto pare non del nostro) rendere la propria cittadinanza a misura di studente. Chi ha la responsabilità di una decisione politica che ha privato la nostra università di 8,5 milioni di euro (una cifra molto simile a quanto fino ad ora tagliato dal ministero nel nostro ateneo) non può manifestarsi come difensore delle istanze studentesche e allo stesso tempo precludere ogni strada che porti verso un aiuto concreto!
A giugno di questo anno, come già detto, è prevista una rata da 1,5 milioni di € che l’Università dovrà erogare nei confronti del Comune: il Primo Cittadino dimostri con i fatti di sostenere l’università e il diritto allo studio nel proprio territorio cancellando totalmente o parzialmente il pagamento e permettendo così di usare quella stessa cifra per coprire la restante parte dell’ aumento delle rette universitarie.

Questo avrebbe ripercussioni notevoli sulla battaglia che gli studenti stanno combattendo per il ritiro del provvedimento sull’aumento delle rette universitarie, dando la possibilità all’ UDU di sfruttare il risultato raggiunto in commissione tasse dove si decise di vincolare finanziamenti pubblici alla copertura dei tagli ministeriali. Ma l’ultima parola spetta al CdA del 28 marzo, previsto inizialmente per il 15. Soluzione che rilancerebbe il ruolo di studente “al centro” di Lecce, l’importanza dell’Ateneo per il territorio salentino e la città come finalmente universitaria.

Intanto continuano le assemblee, dopo il polo scientifico i rappresentanti oggi continuano con le loro attività di informazione e monitoraggio  degli studenti, mentre si preparano con convinzione ai prossimi appuntamenti istituzionali, forti di un evoluzione in loro favore con un cammino che anche se difficile appare sempre più corto. L’obiettivo descritto da altri come utopico, è ad un passo dalla conquista.”

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