“Ieri mattina, in Afghanistan, l’ennesimo attentato ha causato la morte del tenente degli alpini Massimo Ranzani, trentasettesimo militare italiano caduto dall’inizio della missione ISAF – ha detto il presidente dell’assemblea Onofrio Introna invitando l’aula ad osservare il silenzio – una vittima, quattro feriti, altre famiglie italiane che soffrono: si rinnova la liturgia del lutto e del dolore, in una missione di pace che esige un prezzo sempre più alto.

Nemmeno la protezione di un blindato mette al sicuro i nostri ragazzi, neanche la natura umanitaria dell’intervento da cui rientravano scongiura l’offesa terroristica. E due giorni prima, nella stessa zona, l’esplosione di un ordigno ha causato il ferimento di un altro alpino.
Se il contingente militare deve pensare più a difendersi che a sostenere la crescita della democrazia e dell’economia, ha poi detto il presidente del Consiglio regionale – gli obiettivi di pacificazione nell’area afgana si fanno sempre più lontani.
Nell’augurare un pronto ritorno ai feriti e nell’esprimere alla famiglia del tenente Ranzani ed alle Forze Armate il cordoglio del Consiglio regionale pugliese e mio personale, ha concluso Introna, sento di dover rinnovare l’appello a ripensare termini, modalità e numeri della nostra presenza in Afghanistan, che sembra vivere un interminabile presente, con poche e poco chiare prospettive”.

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