Nate dalla costola di Adamo, secondo l’Antico Testamento, ma preistorico simbolo di fertilità; emblema della famiglia ma anche del peccato originale; lodate dall’Amor Cortese nel Dolce Stil Novo, ma tacciate di stregoneria dopo neanche un secolo. Ancora vittime di pregiudizi tutti racchiusi nell’epiteto “il sesso debole”, ma alle volte troppo emancipate da aver quasi perso il fascino del mistero.

Come diceva Oriana Fallaci “Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai”.

Marilyn Monroe

Una donna dalla bellezza disarmante, Marilyn Monroe, un angelo biondo dal fascino eterno con un sorriso empatico e degli occhi profondi che nascondono tutta la tristezza dell’icona di Hollywood che non si è mai liberata dall’oppressione di sentirsi un oggetto, se pure del desiderio, della maggior parte degli uomini dell’epoca: “La gente” dirà, infatti, “ non mi vede! Vede solo i suoi pensieri più reconditi e li sublima attraverso di me, presumendo che io ne sia l’incarnazione.”
È passata alla storia come pin-up dalla scarsa intelligenza che non poteva fare altro se non la modella o la svampita nei vari film anni cinquanta, ma in lei c’era molto altro: era una donna sensibile, innamorata dell’amore, una donna timida davanti alla telecamera, una donna insicura alla ricerca di protezione, una donna molto pignola e critica con se stessa, con tanta voglia di imparare, una donna che sognava di formare una famiglia e di avere dei figli.

Madre con gravi turbe psichiche e padre ignoto, Norma Jeane nasce a Los Angeles nel 1926. Un’infanzia turbolenta che termina a soli 16 anni con un matrimonio senza amore, che capitolerà in un batter d’occhio.
È il mondo dello spettacolo a bussare alla sua porta grazie ad un fotografo che, facendo un reportage nella fabbrica di munizioni presso la quale lei lavora, indugia sul suo volto fotogenico. Inizia così la carriera di modella, e tenta anche la strada del cinema, ma non senza difficoltà: davanti all’obiettivo sembra sfacciata e sicura del suo sex appeal, ma la cinepresa la fa faticare molto di più. Riesce in ogni modo ad ottenere dei ruoli che in men che non si dica la trasformano da Norma Jeane, ragazza della porta accanto, a Marilyn Monroe, sex symbol dallo sguardo sensuale e dalla camminata ancheggiante.

Una vita in vetrina, sempre esposta ai flash dei fotografi, Marilyn non perderà mai occasione per sfoderare la sua sincerità scomoda per l’America perbenista dell’immediato dopoguerra, non farà mai mistero delle sue frequentazioni importanti, tanto da dichiarare: “Non basta andare a letto per diventare una star… Ci vuole di più, molto di più. Però aiuta. Un sacco di attrici hanno avuto la loro prima occasione grazie a quello. Gran parte degli uomini sono talmente orribili, meritano che se ne cavi tutto quanto si può!” E sarà grazie alla sua relazione con il talent scout Johnny Hide, che otterrà delle parti nei film “Eva contro Eva” e “Giungla d’asfalto” e comincerà a conoscere l’alta società hollywoodiana.

Il salto di qualità arriverà con “Gli uomini preferiscono le bionde”, ma resterà sulla cresta dell’onda anche con “Niagara” e con “Quando la moglie è in vacanza”, la cui celebre scena in cui il vento sotto una grata della metropolitana le fa svolazzare la gonna bianca provocherà la rottura del matrimonio con Joe Di Maggio, celebre giocatore di baseball, che presente alle prove del film non gradirà la disinvoltura della moglie davanti ad una folla incredibile di curiosi che acclamavano a gran voce il suo nome, invitandola a mostrare tutte le sue grazie.

Tantissime pellicole tra cui celebre “A qualcuno piace caldo” per la quale riceverà il Golden Globe, le difficoltà a portare avanti una gravidanza a causa di problemi fisici e una forte dose di autocritica la porteranno ad abbandonarsi all’alcol, agli psicofarmaci e persino alla psicanalisi, e la situazione precipiterà maggiormente con la rottura del suo terzo matrimonio con il drammaturgo, Martin Millar.

Ancora oggi la sua morte risulta essere un rebus, trovata senza vita a soli 36 anni a causa di una dose massiccia di farmaci con un telefono ormai muto tra le mani; in quel periodo era in netta ripresa, e non sono pochi a pensare che non si sia trattato di un suicidio, ma piuttosto di un complotto derivante dai suoi rapporti con l’allora presidente americano John Kennedy, che probabilmente le aveva rivelato dei segreti internazionali.

Una vita breve ma intensa che ha disegnato l’icona assoluta del cinema, mondo che aveva sognato, dal quale, però, più volte aveva preso le distanze: “Hollywood è quel posto dove ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima” aveva detto, e in effetti il meccanismo del mondo del cinema e della stampa avevano accuratamente evitato di mostrare tutto ciò che vi era dietro a quello sguardo da bambola sexy.

Informazioni tratte da:
G.MUSCIO, Marilyn Monroe, 2004, Milano, Edizioni Mondadori.

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