Prende l’avvio con un laboratorio teatrale: Club 27- Kill Your Idols, a Lecce, dal 4al 10 aprile 2011,  il nuovo lavoro di ricerca per approdare, dopo il fortunatissimo e plurireplicato Fanculopensiero Stanza 510 e l’avventura del Barbonaggio Teatrale, a un nuovo spettacolo e a un nuovo progetto globale di coinvolgimento del pubblico.

Il Club 27 (27 Club o Club of 27, in lingua originale) è un club ideale a cui ci si riferisce per indicare gli artisti deceduti all’età di 27 anni ed ha molti punti in comune con la maledizione del J27 dove, oltre all’età già citata, un altro parametro sarebbe l’iniziale “J” nel nome o nel cognome. Data la giovane età si tratta perlopiù di morti “non convenzionali”, spesso dovute agli abusi di alcool, droghe e, in taluni casi, suicidi o incidenti stradali. Si tratta prevalentemente di musicisti, attori e comunque personalità legate al campo artistico.
Il criterio d’inclusione degli artisti che sono morti all’età di 27 anni è tuttora oggetto di dibattito. Mentre le inclusioni che fecero parlare per la prima volta di “Club” (Morrison, Hendrix, Jones, Joplin) furono dovute alla vicinanza e alla risonanza mediatica che questi decessi ebbero, così non è stato in seguito. Passato l’impeto per la creazione del “Club 27” nei 2 anni in cui avvennero le 4 morti sopracitate (tra il 1969 e il 1971), negli anni successivi molti altri artisti sono stati da più parti inclusi in questo club ideale, in casi di persone note a livello internazionale nel campo dell’arte e la cui morte (a 27 anni) fosse stata non naturale. Molti vennero idealmente inclusi nel gruppo, ma mai “pienamente” inseriti, con una sola eccezione: Kurt Cobain, scomparso nel 1994, entrò come membro a pieno titolo del “Club 27”.
Pur distante quasi ventitré anni dalla morte di Morrison, quando il leader dei Nirvana si uccise, la sua popolarità (era all’apice della sua carriera artistica) e il clamore suscitato dal suo suicidio fecero sì che fosse incluso nel club. Tra l’altro secondo quando riportato nella biografia di Cobain Heavier Than Heaven, dopo la morte del cantante dei Nirvana, la sorella dichiarò che da piccolo Kurt aveva espresso la volontà di entrare nel club. Molti degli inserimenti estranei ai 5 “ufficiali” furono e sono stati contestati, alcuni di essi furono posteriori alle morti a cavallo del ’69-’71, che fecero nascere idealmente il “Club 27”, e alcuni (come Robert Johnson) furono addirittura anteriori a questa data, cioè di artisti già deceduti da tempo, ma a 27 anni.

Questa la storia, queste le suggestioni, le emozioni, da cui parte il nuovo viaggio di Ippolito Chiarello con il suo gruppo NASCA TEATRI DI TERRA.
Partire da questi quattro nomi, più uno, cinque miti della musica, della poesia, della vita dissoluta e eccessiva, per scandagliare, attraverso la loro produzione musicale, attraverso le loro canzoni, i “motivi del mito”. Una canzone lunga uno spettacolo. Partendo dalle parole straordinarie e dalle note profonde e graffianti, scritte da questi artisti, scoprire il “pensiero del mito” rispetto ai grandi temi del mondo. La fragilità nella grandezza. L’immortalità inevitabile. Uno spettacolo che vuole scoprire i sensi e la politica del linguaggio di questi cinque, semplicemente per riproporre le emozioni delle loro “parole”, cercandone una forma e sperando in nuove scoperte, scrutando rispettosi e appassionati tra le pieghe della loro (breve) vita e della loro (grande) opera.
Per fare questo, Ippolito Chiarello, organizza una serie di attività di ricerca e di studio coinvolgendo addetti ai lavori e il pubblico (cene a tema, ascolto guidato, laboratori teatrali). Per cominciare, un laboratorio teatrale aperto ad attori, musicisti, dj e appassionati. Un modo pratico per scavare attraverso la voce e l’esperienza dei partecipanti in questo grande mondo musicale e provare modalità attoriali e di messinscena. Il laboratorio si svolgerà a Lecce dal 4 al 10 aprile, con incontri pomeridiani dalle 15 alle 21.

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