Inscenavano matrimoni fittizi tra cittadini leccesi ed extracomunitari per fare ottenere, dietro lauto pagamento, il permesso di soggiorno. Per questo motivo dieci persone saranno presto chiamate a rispondere davanti al gup di Lecce dell’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

di cittadini extracomunitari attraverso la predisposizione di falsa documentazione. A sette mesi dall’operazione “Happy mariage”, che nello scorso agosto porto’ in carcere cinque uomini e una donna, il sostituto procuratore Giuseppe Capoccia ha tratto le somme dell’indagine e sollecitato il rinvio a giudizio per tutti gli indagati. La mente del gruppo, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato l’avvocato leccese di 39 anni, Gianluca Starace, che avrebbe utilizzato in maniera fraudolenta alcuni documenti acquisiti grazie alla sua professione. L’imbroglio, infatti, si sarebbe realizzato con la presentazione di falsi certificati di convivenza e matrimonio da parte di soggetti di origine magrebina per ottenere il permesso di soggiorno. In quei documenti, e’ stato appurato dalla polizia, comparivano i nomi di donne di Lecce, Surbo e Copertino, alcune delle quali sposate e con figli, che nulla avevano a che vedere con gli extracomunitari. A mettere a disposizione dell’organizzazione quei nomi, secondo l’accusa, sarebbe stato proprio l’avvocato Starace, che avrebbe fornito la documentazione ai suoi complici stranieri, i quali l’avrebbero poi girata a coloro che si apprestavano a richiedere il permesso di soggiorno alla Questura.

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