Foto Andrea StellaGli ultimi accadimenti sono noti: dopo le dichiarazioni del Premier Silvio Berlusconi sullo sgombero immediato di Lampedusa dal flusso di immigrazione di questi giorni, il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano ha rassegnato le sue dimissioni certo di non poter tenere fede alle promesse fatte durante il Consiglio comunale di Manduria.

Perché è proprio a Manduria che gli immigrati saranno collocati, nel centro attrezzato in fretta mentre Lampedusa era al collasso. Nessun’altra regione si è offerta a fronteggiare il problema e nel Piano generale del Governo non sembra ci siano altre soluzioni possibili. Le dimissioni di Mantovano e del sindaco di Manduria Paolo Tommasino sono giunte immediate dopo le dichiarazioni di Berlusconi e sono sembrate un obbligo nei confronti degli elettori e un segno di forte protesta.

”Volevo garantire la mia popolazione – ha dichiarato il sindaco Tommasino – non mi e’ stato possibile. Per quello che puo’ contare un piccolo sindaco, era l’unico gesto da fare”. A Manduria, all’ingresso dell’area demaniale che ospita la tendopoli e il cui accesso è precluso ora anche ai giornalisti, la tensione era già altissima prima ancora che iniziasse a circolare la notizia dei nuovi arrivi. L’iniziale numero massimo di 1500 unità ospitate si è moltiplicato rendendo la situazione insostenibile. Il gesto del sottosegretario ha avuto la solidarietà di numerosi esponenti del mondo politico locale e nazionale. Ammirazione soprattutto da parte degli esponenti del PD da La Torre a Sergio Blasi, dal sindaco di Bari Emiliano al governatore Vendola. “Conoscendo la precisione del sottosegretario Mantovano, il fatto che non sia stato informato con esattezza della reale portata del fenomeno è stato determinante per la sua scelta” ha diramato in una nota la senatrice Poli Bortone. Per tutti resta la perplessità di dover fronteggiare da soli il problema di portata internazionale. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha ribadito che gli immigrati in arrivo in Italia dovranno essere “rimpatriati o destinati verso altri Paesi Ue”.
Foto Andrea Stella Ma ha aggiunto che “è clamoroso che dai Paesi Ue non vi sia solidarietà, compresi quelli in cui i clandestini vorrebbero andare, come la Francia”. Nelle ultime ore la Tunisia ha comunicato di aver bloccato “oltre 1200 persone in partenza dalle sue coste a bordo di una ventina di barconi. “E’ un primo segnale, ha osservato il titolare della Farnesina, sugli accordi bilaterali raggiunti la settimana scorsa.

Intanto, dopo le manifestazioni popolari di Lampedusa, si susseguono anche in terra pugliese. Non ci sono volontà razziste da parte della popolazione ma l’evidente mancanza di coordinamento del Piano infonde preoccupazione per la sicurezza socio-sanitaria di tutta l’area al confine tra le due province di Taranto e Brindisi. Controllare la struttura, sul piano dell’ordine pubblico, non sarà facile,  pur rafforzando gli organici delle forze dell’ordine, ma si ipotizza anche benevolenza sulle fughe degli ospiti proiettati a raggiungere mete oltre il confine nazionale, lo stesso confine dove si sono rafforzati i controlli rendendolo invalicabile.   230 hanno chiesto ‘protezione internazionale’ sulla base della convenzione di Ginevra; i primi 14 hanno ricevuto ieri un attestato che consentirà loro di avviare l’iter per ottenere quella ‘protezione’. ”Dobbiamo accoglierli perchè sono esseri umani, è una questione di dignita”’ ha ricordato il vescovo della diocesi di Oria, mons. Vincenzo Pisanello, visitando la tendopoli con il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, e lanciando un appello alla gente perchè ”non abbia paura”. Ma è proprio quella che rischia di prendere piede tra i poco più di 30mila abitanti di Manduria i quali attendono gli si spieghi perché debbano farsi carico in modo cosi’ pesante della fuga dalla Tunisia.

 

Foto Andrea Stella

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