Il flusso degli immigrati provenienti dalle coste nord africane non si arresta. Nonostante l’intervento del Ministro Frattini in Tunisia per scongiurare nuovi sbarchi di clandestini provenienti dalla Libia, le acque del Mediterraneo sono costantemente popolate dai barconi della speranza. Stanotte sono sbarcati altri 450 profughi a Lampedusa, prima tappa per chi compie il viaggio in cerca della libertà.

La piccola isola siciliana ormai al collasso, dopo i numerosi appelli di intervento del Governo, ha costituito un Consiglio comunale permanente per scongiurare la situazione altamente allarmante che rischia di sfociare in episodi di intolleranza e xenofobia. Anche negli altri punti di accoglienza siciliani, Mineo e Trapani, la tensione tra popolazione locale, immigrati e forze dell’ordine è altissima. Nel Piano del Governo per fronteggiare l’allarme e senza il parere delle istituzioni locali è stata inclusa la Puglia.

Nella tendopoli di Manduria allestita in fretta e furia e contenente al massimo 1500 profughi, come ha dichiarato ieri nell’Assise del Consiglio comunale di Manduria il sottosegretario all’interno Alfredo Mantovano, si è giunti già a 1200 di cui 827 arrivati stamattina con la nave della flotta Grimaldi partita da Lampedusa alla volta del porto di Taranto. Anche a Manduria non sono mancate le tensioni e le proteste da parte degli abitanti della zona che non si sentono sicuri, soprattutto dopo la fuga di circa 150 ospiti della struttura. Nessun profugo, infatti, vuole rimanere nelle zone limitrofe ai centri di accoglienza, ma intendono partire tutti alla volta del nord Italia, della Francia e della Germania. Percorso in tre tappe il loro, con partenza dalle coste libiche, arrivo su quelle italiane per poi raggiungere le mete auspicate. La Francia, tuttavia, al confine italiano con Ventimiglia ha raddoppiato i controlli e non permette l’ingresso neanche ai rifugiati politici.

Il governatore della Puglia Nichi Vendola, questa mattina a margine del Consiglio regionale ha dichiarato che non bisognava cominciare dalla Puglia nel Piano di ospitalità, già provata dal punto di vista delle persone ospitate sul territorio regionale. ”Il Mezzogiorno – ha spiegato Vendola – non si vuole sottrarre al dovere della solidarieta’ e dell’accoglienza; vuole evitare di essere complice della propaganda leghista. Ciascuno deve fare la propria parte e se il ministro Maroni vuole spirito di collaborazione deve essere leale con le Regioni.

Secondo il governatore della Puglia, ”bisogna condividere il modello di accoglienza” ma ”una grande concentrazione in un solo luogo rischia di trasformarsi in una gigantesca discarica umana con problemi e criticita’ ingovernabili. Ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto – ha continuato Vendola –  neanche una telefonata d’informazione da parte del ministero dell’Interno. Non ci spiegano come sara’ possibile nel pieno di un’emergenza umanitaria distinguere tra profugo e clandestino ed in questa difficolta’ si possono generare molte lesioni ai diritti del singolo”. Intanto il Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha convocato per domani mercoledi’, 30 marzo, alle ore 17, la Conferenza Unificata in seduta straordinaria presso la sala verde di Palazzo Chigi. Punto all’ ordine del giorno, informa una nota, l’emergenza umanitaria e l’immigrazione dai paesi del Nord Africa.

Il senatore leccese Alberto Maritati in seguito al sopralluogo nella tendopoli di Manduria ha deciso di intraprendere in Parlamento, con il gruppo del suo partito, ogni azione affinché vengano immediatamente chiariti dal Governo finalità e termini della tendopoli di Manduria, con l’obiettivo di garantire al più presto una via d’uscita dall’evidente stato di alterazione dei cittadini locali e dagli “ospiti”.

“La realtà che si è materializzata davanti ai miei occhi, arrivando al campo allestito a Manduria per gli immigrati provenienti da Lampedusa, è a dir poco desolante” ha commentato Maritati in una nota, che ha notato anche il profondo disagio e le scarse misure di sicurezza igienico-sanitaria del campo.

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