”Il delirio che ha toccato tanti in Italia nell’ultimo periodo in tema di fonti rinnovabili, non ha risparmiato nemmeno Collepasso.” Interviene così il dottor Paride De Masi amministratore delegato Italgest, rispetto all’impianto fotovoltaico di Collepasso.

”Ognuno può usare i temi che vuole in campagna elettorale ( a Collepasso si vota per eleggere la nuova amministrazione comunale ) ma deve, ripeto deve, lasciare da parte le aziende ed in questo caso in particolare ITALGEST.
Diffido sin d’ora chiunque dal tirare in ballo la mia azienda, riservandomi di querelarlo con apposita richiesta di risarcimento dei danni.
Anche quattro anni fa l’impianto Italgest (all’epoca presentato a biomasse) divenne la vera diatriba della campagna elettorale delle amministrative e mi lasciai passare sopra di tutto senza intervenire. Stavolta non lo permetterò, perché da imprenditore, e soprattutto da cittadino, sono disgustato da questo atteggiamento della politica, dal basso livello che si e’ toccato e dalla bugia che diventa sempre di più oggetto vitale su cui costruire le proprie carriere.
Tutti contro il fotovoltaico nelle campagne. Tutti a favore del fotovoltaico sui tetti e nelle aree industriali. Tranne a Collepasso evidentemente!!!!
Non e’ possibile che anche quando progettati in area PIP, ci si scagli contro i pannelli….
Nel caso in questione, la meta’ dei terreni e’ di proprietà della famiglia De Masi (tutti miei parenti), mentre la restante parte e’ intestata alla S.r.l. Masseria Grande.
Gli stessi ricadono in area industriale, sono soggetti a procedura di esproprio e si acquistano previo pagamento che viene effettuato direttamente ed esclusivamente nelle casse comunali…senza gli oneri di urbanizzazione, e’ evidente, in quanto gli stessi si realizzano o si pagano solo in presenza di  necessita’ di stabilimento ( gas, corrente elettrica, acqua e fogna) e non nel caso di un impianto fotovoltaico che di tali servizi non ha bisogno…..
Questo e’ avvenuto prima della mia uscita dal capitale e dal Consiglio di Amministrazione della società, oggi di proprietà del colosso cinese Suntech attraverso il fondo GSF.  
Chiederò con forza l’intervento di Confindustria già oggi a Bari, nel Comitato Energia Regionale.
C’e’ assolutamente bisogno che si intervenga per lasciar fuori le aziende da questioni elettorali di paese piccole piccole, che non ci riguardano e nelle quali noi imprenditori non vogliamo entrare.”