Sabato 26 Marzo, nella maxi arena del Cromie si esibirà, con la sua performance musicale, Alex Neri. Dj, musicista e produttore, in oltre vent’anni di carriera ha girato il globo con la sua musica, lavorando nei migliori eventi, tanto da divenire una delle firme italiane della musica dance più famose all’estero.

Ti sei avvicinato alla musica, studiandola per cinque anni al Conservatorio. Poi hai iniziato l’attività di dj. Sebbene siano due strade parallele, come mai questo cambiamento dallo studio dello strumento alla passione per il mondo del clubbing?

La passione per uno strumento è una cosa che nasce e cresce con te. La passione del dj, invece essendo figlio d’ arte, credo di averla ereditata da mio padre. Di certo c’è che conoscere la musica è stata una componente fondamentale, soprattutto in tempi come questi. A differenza di anni fa, dove essere dj non comportava essere musicista, oggi un dj per essere completo e competitivo dovrebbe, secondo me, necessariamente intraprendere, anche, la carriera del musicista.

Hai iniziato il tuo percorso artistico nei primi anni 90. In quel periodo nei tuoi set e nelle tue produzione avevi qualche personaggio al quale ti ispiravi per i tuoi lavori?

Tanti e nessuno. Credo che qualsiasi artista sia influenzato da altri, ma nel mio caso ho sempre cercato ispirazione per cercare di arrivare ad un prodotto mio. Non so ancora se ci sono riuscito o meno ma quanto meno ci ho provato.

Hai realizzato tantissimi progetti in questi anni. Quale di questi metteresti al primo posto nella classifica dei più bei ricordi di Alex Neri e perché?

È difficile pensare ad un solo momento. In ogni caso sento di dover distinguere la mia carriera di dj da quella di musicista. Se penso a quella del dj credo che il più bel momento sia stato sbarcare ad Ibiza all’Amnesia, forse perchè Ibiza, nei primi anni 90, ha condizionato molto il mio modo di essere e di vivere quindi mettere i dischi nella Isla è stata per me un enorme emozione ed al tempo stesso una grande soddisfazione. Per quanto riguarda la mia carriera di musicista ovviamente dico Planet Funk. Il mio primo live al Rolling Stone di Milano è stata un’ esperienza indimenticabile.

Dal tuo punto di vista, com’è cambiata la musica dagli inizi del tuo percorso musicale ad oggi?

Dopo più di vent’anni di musica penso di poter dire che tutto passa e che tutto ritorna. Cambiano le mode ma i contenuti sono sempre gli stessi. Ovviamente la tecnologia ha influito molto nel modo di fare musica e di proporla ma credo che per quanto riguarda la musica elettronica non ci siano stati cambiamenti epocali. Ovviamente mi riferisco dagli anni 90 in poi. L’unico grande cambiamento radicale e’ avvenuto prima degli anni 90 con l ‘avvento della musica house.

Vieni spesso a suonare in Puglia. Oltre alla movida nostrana, che cosa apprezzi di più questa regione?

Credo che la Puglia stia vivendo uno dei periodi migliori da quando la frequento. Forse merito di una buona politica. Credo che sia diventata in assoluto una delle regioni più belle d’Italia. E non mi riferisco alle meraviglie paesaggistiche che ovviamente noi tutti conosciamo ed apprezziamo da tempo, ma bensì ad un modo di vivere la vita assolutamente unico, un’ ottima apertura a tutto quello che c’è di buono nel pensiero moderno, non trascurando la cura per le tradizioni. Non so se ho reso l idea… Spero!

Mi ricollego alla prima domanda. Agli inizi, come accade a tutti, d’altronde, ogni artista si ispira a qualche altro. Ora però, dopo tutti i tuoi successi, sei passato tu ad essere l’ispirazione di tanti giovani dj. Che cosa provi dunque, adesso, stando dall’altra parte?

Non so se sono veramente fonte d ispirazione, ma se cosi fosse, ne sarei veramente onorato.

Hai già suonato al Cromie. Anche se hai suonato in tanti locali in giro per il mondo, hai un ricordo  di questo locale?

Credo che il cromie sia una delle strutture più importanti del sud Italia e per questo, sabato, darò il meglio di me!
Intervista ad Alex Neri a cura di Valter Cirillo

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

11 + 18 =