In continua evoluzione musicale, il suo sound è prettamente house con contaminazioni deep, tribal, funky e soulful. Protagonista della night life salentina e pugliese ma molto conosciuto anche nel resto d’Italia.

Quando nasce la tua passione per la musica?

Avevo otto anni quando rimasi letteralmente incantato all’ascolto di “TIME” dei mitici Pink Floyd, in quel momento ho provato delle emozioni che in seguito mi hanno fatto capire che la musica era parte di me e da allora non ci siamo più lasciati.

Background musicale…come te lo sei costruito?

Sicuramente col tempo, ascoltando musica 24 ore su 24, passando dai Pink Floyd ai vari gruppi degli anni ‘80 come i Queen, i Simply Red e i Dire Straits o il mitico Michael Jackson, di cui ho la discografia completa, o ancora Madonna, Stevie Wonder, gli Incognito, fino a che nei primi anni ’90 ho conosciuto il mondo dei club e, soprattutto, la musica da club come l’House Music…ed ho iniziato ad ascoltarla e “studiarla”…

Che cosa proponi nei tuoi dj set?

Solitamente amo spaziare nelle varie sfaccettature della musica House, tra deep, electro, funky-house, qualche disco commerciale o dei remix di brani famosi che fanno impazzire il pubblico, comunque cerco sempre di dare energia alla dancefloor, cercando quando possibile di “emozionare” chi ho di fronte a me… devono sentire la differenza…

Descrivici i tuoi “attrezzi del mestiere” e il tuo rapporto con la tecnologia.

Sono sempre stato un amante del vinile e, fino a tre anni fa, suonavo sempre e solo con questo supporto, poi sono passato a utilizzare i cd, ma è stata quasi una forzatura. Con la tecnologia ho sempre avuto un ottimo rapporto, da computer a impianti hi-fi ho sempre “messo mani” senza mai leggere le istruzioni e, fino ad ora, non è mai esploso nulla. .. Comunque, da un po’ di mesi mi sono innamorato del Traktor, il famoso programma per dj che permette di mixare con i file mp3, rigorosamente originali, che porto sempre con me sul mio Mac, divenuto, oramai, compagno inseparabile in consolle, tra loop, effetti e quant’altro mi dice la testa durante un live set. Al Mac, poi, si associano le immancabili cuffie personali, che difficilmente presto a qualcuno. Le cuffie per un dj sono un po’ come il casco per un pilota di F1…

Qual è il disco che hai ascoltato più volte in vita tua?

Sicuramente la già citata “TIME” dei Pink Floyd, ogni volta che la ascolto provo un’emozione particolare, direi indescrivibile, ma anche “Radio Gaga” dei Queen e “Something got me started” dei Simply Red sono state consumate a dovere.

Torniamo alla consolle, ci racconteresti un episodio della vita di dj che non dimenticherai mai?

Mah… a pensarci bene ce ne sono davvero tanti di momenti indimenticabili, però uno simpatico che mi viene in mente ora fu al Rio Bò, estate 2006, ero lì con degli amici al tavolo quando, su nella pista grande, Paolo il proprietario mi disse:  “Ti va di suonare un po’?” Chiaramente non avrei detto mai di no per nessun motivo, però non avendo i dischi con me dovetti adattarmi utilizzando quelli di un collega e sinceramente provai un po’ di paura… ora centrale, davanti a 2000 persone, senza i miei dischi e senza le mie cuffie… una pazzia insomma!!! Ahahahah. Però non andò poi così male, visto che fui chiamato il sabato successivo per sostituire un certo Bruno Bolla, mica uno qualunque, che non stava bene e aveva annullato la data in extremis. In seguito, poi, feci la stagione invernale al Premiere e l’estate successiva mi confermarono sempre al Rio Bò. Comunque, quel momento non lo dimenticherò mai perché mi tremavano davvero le gambe!!

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione?

Più che un progetto potrei descriverti il sogno di un ragazzino di dodici anni che un giorno sperava di diventare un dj e sognava ad occhi aperti. Quel ragazzino oggi è uno dei pochi fortunati che sono riusciti a realizzare il proprio sogno nel cassetto e posso dire di ritenermi davvero fortunato e orgoglioso di quello che, in tanti anni, ho costruito con le mie sole forze, con un po’ di bravura, fortuna e intelligenza. La mia aspirazione ora è quella di confermarmi a livelli sempre più alti e chissà magari dove si può arrivare…

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Di vedermi sempre più spesso dietro ad una consolle. E’ la mia droga… io vivo per quei momenti… non c’è nulla da fare, in consolle provo sempre un’emozione particolare, l’attimo in cui infili le cuffie e metti il primo disco, credimi, non ha eguali, per me è VITA!!

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…

Grazie a te, belle domande davvero e ci si vede presto, anzi ci si “sente”… su di una consolle magari… Ciao!!

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