“Le incertezze del governo centrale sulle energie rinnovabili, i limiti o il freno agli incentivi sul fotovoltaico non possono non essere motivo di apprensione, non possono non far sospettare che dietro i tagli si agiti lo spettro della partito del nucleare”. Il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna

manifesta preoccupazione “per i dubbi, le esitazioni, le assicurazioni non mantenute a livello centrale sul decreto Romani”.
Il regime di aiuti scadrà il 31 maggio e non è dato sapere cosa avverrà dopo quella data, se e quanto la produzione di energia da fonte solare verrà incentivata. Il futuro di numerose aziende è incerto e mette a rischio l’occupazione di migliaia di lavoratori, impegnati in un settore che vede leader la Puglia, per la scelta energetica ecocompatibile attuata dal governo regionale.
Solo per il fotovoltaico, nel territorio pugliese sono attivi 104 impianti, con una produzione che si aggira sui 900 megawatt complessivi. Altri 550 impianti sono in attesa di autorizzazione e farebbero salire l’apporto del solare a 6mila megawatt.
“Questo decidere di non decidere dei Ministeri interessati – fa notare il presidente Introna – diventa ancora più inspiegabile alla luce dei rincari dei prodotti petroliferi, che dimostrano la debolezza di un bilancio energetico nazionale fondato sulla sola risorsa fossile. E l’Italia subisce più di altri Paesi lo shock di prezzi e approvvigionamenti, per la mancanza di materie prime”.
“È fondato il sospetto che il governo centrale, con la latitanza delle scelte, voglia costringere la nostra regione a frenare lo sviluppo di energia pulita, che rappresenta addirittura il 10% della bolletta pugliese e continua a crescere, a danno evidentemente dei profitti dei petrolieri”.
Quanto al nucleare, la recente sentenza della Consulta non cancella il “NO” dell’intero Consiglio regionale pugliese alla localizzazione di centrali e siti di scorie radioattive nella nostra regione, ribadito nell’atto di approvare all’unanimità la legge regionale n. 30 del dicembre 2009.
“Ma non arretreremo, non cederemo alle pressioni – insiste Introna – opporremo la stessa paziente difesa opposta al nucleare ed alle prospezioni marine e trivellazioni per prelevare idrocarburi di fronte alle splendide coste pugliesi. Rivendichiamo l’originalità del nostro sì all’energia pulita e ci auguriamo che a Roma prevalga il buon senso e non si voglia prendere d’assedio la Puglia e le altre regioni che hanno deciso di difendere il proprio ambiente da fumi, polveri ed uranio”
“Ed anche se il percorso verso le fonti rinnovabili venisse bloccato, sappia il governo nazionale che alla nostra regione non potrà chiedere più di quanto non stiamo già dando: siamo una delle fonti energetiche dell’intero Paese, la gran parte dell’energia prodotta eccede il fabbisogno locale e alimenta quello nazionale”.
“Come linea di sviluppo la nostra regione si è data la difesa dell’ambiente, la valorizzazione della produzione tipica e dell’agroalimentare d’eccellenza, l’incentivazione della vocazione turistica – conclude il presidente del Consiglio regionale – ma quale turismo sarebbe mai possibile con spiagge dominate dai ponteggi di piattaforme petrolifere vista-mare o con una centrale nucleare piantata nel bel mezzo della Valle d’Itria, a deturpare un ambiente unico creato dalla natura e dall’opera paziente dell’uomo. Non vogliamo una Puglia heavy metal, la sogniamo pulita e colorata. C’è una sola crescita nel futuro della Puglia ed è ecosostenibile”.

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