Nel maggio 2009 partecipano al MindTheGapLiveFest  aggiudicandosi il primo posto, e nel Dicembre dello stesso anno vincono la seconda edizione del  TalentoFestival  al teatro Italia di Gallipoli aggiudicandosi il primo premio come ”Miglior band live del Festival” ed anche il primo premio, consegnato dal noto trombettista siciliano Roy Paci ed Après La Classe, come ”Miglior brano inedito” con la canzone ”Tutto si muove”.

Li abbaiamo intervistati:

Partiamo dal nome del vostro progetto, perché “Jack in the Head”?

Il nome Jack In The Head lascia sempre un po’ quel punto interrogativo su chi ,o cosa sia ,o possa essere in realtà ”Jack”! Ma in realtà il ”Jack” non è altro che il cavo d’amplificazione che, collegato nell’input, serve a dar voce agli strumenti! Noi abbiamo solo immaginato di mettere quel cavo nella nostra testa per amplificare le nostre idee.

Un passo indietro: come sono nati i “Jack in the Head”?

I Jack In The Head nascono nel Maggio del 2009 nella nostra piccola sala prove, ed in occasione di un piccolo ed imminente Festival che si teneva in quello stesso mese nella nostra città, abbiamo cercato di riassemblare e mettere in gioco tutte le nostre ore d’improvvisazione ed idee senza aspettarci nessun esodo positivo dal Festival, ma semplicemente suonando il genere che da sempre ci rispecchia e che abbiamo sempre voluto esternare. Il risultato però non fu solo la vittoria del Festival, ma anche la conferma che il progetto potesse essere qualcosa di più grande.

Una domanda per ognuno di voi: quali sono gli artisti che vi hanno segnato, che vi hanno portato a iniziare questa strada?

Crediamo che in ogni band sia giusto che ogni singolo componente tenda ad avere ascolti e tendenze differenti. Ma per quanto riguarda i jack, il discorso non è poi così estremo: tendiamo in qualche modo tutti e quattro verso le stesse idee, lo stesso sound, la stessa ispirazione che trova radici nell’elettronica aggressiva e mai banale dei Nine Inch Nails, nelle strutture semplici ed immediate dei Placebo, nell’eleganza dei Radiohead e nel genio nell’uso dei synth dei Daft Punk! Ovviamente tutto questo è solo una semplice influenza: noi tendiamo e cerchiamo sempre nel nostro piccolo a trovare la nostra dimensione, soprattutto avendo scelto volontariamente e stilisticamente di rinunciare alla chitarra, che da sempre è visto come lo strumento rock per eccellenza! Chi l’ha detto?

Quali sono i vostri pregi e difetti artisticamente?

Queste sono sempre le domande più difficili, alle quali è quasi impossibile dare una risposta valida e credibile. Noi, comunque, crediamo che i difetti (sempre se ce ne siano ahahahahah) non sono da trascurare o da eliminare. Anzi: spesso e volentieri sono proprio loro che ci aiutano a trovare l’ispirazione e forse anche a metterci in gioco per migliorare noi stessi… Quindi in sostanza i nostri difetti non sono altro che i nostri pregi.

Qual è la canzone che preferite suonare e quella che riscuote più successo?

Ogni canzone per noi ha il suo valore e ci trasmette sempre un emozione, durante i live in particolare. E’ quasi impossibile sceglierne una dal nostro repertorio visto che ogni brano viene sempre singolarmente ed attentamente valutato, studiato e rifinito nei più piccoli particolari, sia per quanto riguarda il suono di uno strumento, ma anche per ciò che concerne il phatos. Una canzone che senza dubbio ci ha segnato e continua a farlo, è ‘Tutto Si Muove’ essendo una delle prime che abbiamo scritto ed inciso, che ci ha permesso di vincere il ‘Talento Festival’ al Teatro Italia di Gallipoli, e che riscuote sempre notevoli consensi durante i nostri live.

Come nasce una vostra canzone?

Le nostre canzoni nascono nel nostro studio di registrazione, tra la nebbia di centinaia di sigarette e dalla passione e la determinazione in quello che facciamo, che da sempre è una chiave fondamentale nel nostro lavoro. Le nostre canzoni non sono altro che lo specchio di quello che portiamo dentro e sono ben lontane dai bombardamenti quotidiani dalla musica di plastica che trova un facile commercio attraverso l’uso improprio della televisione, una musica che in realtà non ha nulla da dire e che non porta nessuna innovazione concreta e duratura.

Ci raccontate l’aneddoto più divertente che vi sia mai capitato in sede live?

Rompere involontariamente i propri strumenti durante un live non è poi così divertente!

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Il futuro sicuramente spaventa un po’ tutti. Noi ci auguriamo di riuscire a trovare un po’ di serenità, di avere le idee chiare e di riuscire a ritagliarci uno spazio nella scena musicale italiana con l’augurio che quest’ultima cambi, lasciando voce in capitolo alle migliaia di realtà che esistono nelle provincie italiane.

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A voi l’ultima parola…

Grazie a voi per averci dato questo spazio e aver dato voce alle nostre parole. Invitiamo tutti a visitare la nostra pagina Facebook, il nostro canale YouTube per avere le notizie di tutte le date, rassegne e nuovi brani che man mano pubblicheremo…grazie.

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