Affermata e nota pianista, compositrice, performer,” musicista indefinibile nella sua originalità”. Docente, cura la direzione artistica della scuola di musica del Teatro Antoniano di Lecce, direttore artistico di Workin produzioni musicali, gruppo di lavoro interno all’Associazione culturale L’Orchestrina.


Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?

La musica ha sempre fatto parte della mia vita sia perché i miei genitori , da quando sono nata, hanno avuto, e hanno tuttora, un negozio di strumenti musicali sia perché dall’età di tre anni circa ho iniziato a frequentare una scuola di danza dove la musica, come noto, è essenziale!

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

Dopo un inizio carriera nelle vesti di danzatrice, ho intrapreso gli studi musicali all’età di otto anni e la mia prima insegnante era non vedente! Dopo alterne vicende sono approdata in conservatorio, dove ho conseguito il diploma di pianoforte all’età di ventidue anni. Era il 1989. Da quel momento ho sentito l’esigenza di allargare i miei orizzonti musicali avvicinandomi al linguaggio jazzistico ed espandendo le mie conoscenze in ambiti musicali diversi dal classico. Parallelamente, dal desiderio di portare una ventata di novità nel modo di insegnare la musica, ho iniziato la mia carriera di docente concependo uno dei primi laboratori musicali a Lecce e fondando l’Associazione Culturale L’Orchestrina. D’allora non ho mai smesso di occuparmi di formazione e di fare intesa attività culturale. Il mio sogno da ragazza era di diventare direttrice d’orchestra ma il percorso non è mai andato a buon fine mentre è prevalsa la composizione, così mi sono ritrovata nell’affascinante mondo della creazione musicale.

Cos’è la musica per te? Come mai, tra i vari strumenti, hai scelto il piano?

Non so cosa sia realmente la musica per me, so soltanto che dal primo incontro non ci siamo mai separate e grazie alla musica ho provato le emozioni più vere ed intense. La musica è una lingua universale, credo sia questa la sua grande forza.
Il pianoforte non è stato una mia scelta consapevole bensì lo strumento che i miei genitori hanno pensato di farmi studiare da bambina ed è andata avanti così. È uno strumento molto importante che non sono pentita di aver scelto perché “contiene” tutto ciò che ogni musicista dovrebbe sapere, è infatti materia complementare nello studio di quasi tutti gli strumenti musicali. Il mio sogno nel cassetto, suonare il violoncello! Strumento che adoro. Non ho mai trovato la calma e il tempo per studiarlo ma chissà, un giorno…

Qual è il tuo pregio e il tuo peggior difetto artisticamente?

Un pregio, le ampie vedute e disponibilità ad osare .
Un difetto, voler fare troppe cose!!!

Come nasce una tua composizione?

La musica può nascere per caso mentre sei in studio al pianoforte o da una precisa urgenza interiore che può essere dettata da un’emozione o da un sentimento forte, a volte da un concept che ci si prefissa di raccontare. Mi è anche capitato di sognare una melodia e di ritrovarla poi tra le dita al risveglio!

Ai giovani che incominciano a studiare musica e ai giovani musicisti emergenti cosa consigli?

Beh, esistono vari modi di avvicinarsi alla musica, c’è chi fa solo per coltivare un hobby e chi ha intenzioni di studiare professionalmente. In entrambi i casi suggerisco di cercare sempre di trovare il bello dello studio musicale e godere il più possibile dei benefici che la musica sa dare. A chi ha intenzioni più serie, consiglierei di mettere in conto grande dedizione e tanto tempo dedicato allo studio. Diffidate di chi è troppo rigido nel guidarvi ma non per questo crediate di ottenere buoni risultati senza grandi sforzi. E ancora, suonate e fate musica d’insieme perché quello che imparerete suonando con gli altri sarà altrettanto importante dello studio fatto individualmente. Agli emergenti consiglio di rimboccarsi le maniche per farsi strada e di non perdere mai di vista lo studio!

Ci vuoi parlare dei tuoi vari “progetti musicali”?

Ultimamente sono molto concentrata nel progetto in trio assieme ad Emanuele Coluccia ai sassofoni e Luca Alemanno al contrabbasso da cui spero scaturirà presto la mia prossima pubblicazione discografica.
In generale amo molto collaborare e sperimentare insieme ad altri artisti, motivo per cui posso menzionare diversi connubi, quello con Vuaolè vocal quartet che mi vede impegnata nelle vesti di vocalist, con il performer Massimiliano Manieri, il pianista Mauro Tre. Ho diretto e prodotto alcuni spettacoli interdisciplinari avvalendomi della collaborazione di artisti provenienti da varie discipline, teatro, danza, pittura e sono in cantiere nuove idee e nuovi connubi.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

E chi lo sa cosa ci riserva il futuro? Certamente non mancheranno nuove idee, nuova musica e nuove collaborazioni e in breve tempo l’uscita del nuovo disco.

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…

Solo grazie, per questa intervista! E a chi legge, non mancate di venire ai miei concerti e se avete voglia di ascoltare i miei brani e seguire i le date dei miei concerti potete visitare il sito www.myspace.com/irenescardia

Ringraziamo ancora l’illustre pianista Irene Scardia per il tempo e la cordialità prestata. Un augurio per i progetti presenti e futuri da tutta la redazione.

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