“Qui, al buio, dove il tempo non scorre mai, ho fatto un sogno, come tanti, ma questo sapeva di speranza e di libertà…” sono i versi di una delle poesie scritte dai detenuti della Casa Circondariale di Lecce in occasione della 21^ giornata mondiale della poesia promossa dall’Unesco e tenuta il 21 di questo mese.

L’iniziativa è stata organizzata dai Club Unesco di Bisceglie e di Lecce, dall’Ass. di volontariato carcerario “Comunità Speranza”, dal “Gruppo Euterpe 2010” e dall’Ass. Italoellenica di Zollino.
Dopo i rituali di presentazione delle autorità e delle associazioni, l’iniziale clima di formalità istituzionale si è sciolto con l’intervento della direttrice del carcere, la Dott.ssa Anna Rosaria Piccinni, che ha parlato direttamente alla sensibilità di presenti riuscendo a creare un’atmosfera accogliente e umana.
In sintonia con questo clima, la musica e le parole di De Andrè, cantate e recitate dagli artisti del Gruppo Euterpe, hanno suscitato una comune riflessione su valori universali espressi con intensità poetica e immediatezza comunicativa. Il crescendo emotivo è culminato nella lettura delle poesie dei detenuti da parte degli stessi autori, i cui versi raccontano di nostalgia, di libertà, di rapporti affettivi spezzati, di figli privati del calore di una famiglia, di attesa e di paura del futuro.
Pian piano le distanze si sono accorciate in un contesto di condivisione emotiva e di solidarietà: il detenuto non era più “l’altro da sé”, ma ciascuno ha riconosciuto in lui qualcosa di se stesso. Quando poi il teatro ha risuonato al ritmo de “Il pescatore”, le ultime resistenze sono cadute in un battito di mani all’unisono che ha regalato un  momento di gioia autentica, tanto a loro che infilavano il lungo corridoio scortati dalle guardie, quanto a noi che riprendevamo la via dell’uscita.

Veronica De Tommaso e Carolina Sperti
socie club Unesco di Lecce

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