“E’ notizia di questi giorni la decisione della “Puglia prima di Tutto” di modificare la sua natura di aggregazione di tipo elettorale per trasformarsi in un vero e proprio partito, con una sua struttura territoriale, una sua connotazione politica e una sua autonomia.”

Lo dichiara il Segretario Provinciale di IoSud Gerardo Filippo.
“La notizia non può passare inosservata perché inevitabilmente destinata ad incidere sul quadro politico regionale e, probabilmente, anche sugli assetti interni del centrodestra e segnatamente del PDL. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, non compete a noi fare considerazioni di sorta. Sarà il PDL, nella sua articolazione nazionale e regionale, a confrontarsi nel suo interno e a fornire elementi di chiarezza a osservatori e interlocutori. A noi piace soltanto, in questa fase, esporre alcune sottolineature che non sono certo estranee al dibattito politico.
Anzitutto osserviamo che cade definitivamente quella ostilità “ideologica” verso una visione di partito territoriale che ha caratterizzato le polemiche, rivelatesi pretestuose, nei confronti dell’azione politica di IoSud e di Adriana Poli Bortone, polemiche che, evidentemente, avevano altre motivazioni, portate avanti a spada tratta proprio da chi oggi benedice il partito territoriale e si pone a capo di esso.
Il Ministro Raffaele Fitto, che fino ad oggi era soltanto l’ispiratore e il punto di riferimento di una lista,“la Puglia prima di Tutto” appunto,  che ha affiancato il PDL negli appuntamenti elettorali, diventa sostanzialmente e formalmente il leader di un vero e proprio partito che, a tale titolo, legittimamente intende occupare una fetta del quadro politico regionale. Dunque, Fitto, che fino a questo momento giustamente è stato considerato il leader e l’interlocutore primario del PDL in Puglia, oggi è leader e interlocutore della “Puglia prima di Tutto” che ha già dichiarato nel suo recente congresso di essere alleato del PDL rivendicando, al tempo stesso, autonomia organizzativa. Se la logica ha un senso anche in politica, ne deriva che con questa scelta il Ministro ha voluto dare vita in Puglia ad un partito diverso e che quindi altri dovranno essere gli interlocutori del PDL, o di quello che resta del PDL, dovendo escludere, sempre per il rispetto della logica, che si possa continuare ad essere leader di due diversi partiti i quali, pur se alleati, inevitabilmente diventano concorrenti almeno nelle elezioni di carattere regionale e locale. Pensare il contrario sarebbe davvero troppo.
Un’ultima considerazione in merito alle alleanze. La “Puglia prima di Tutto” ha ribadito nella sua Assemblea l’alleanza con il PDL. Ciò era scontato. E’ evidente, però, che quando si intraprende la strada dell’autonomia organizzativa propria del partito politico è necessario verificare la linea tracciata con le peculiarità del territorio e con chi effettivamente rappresenta tale forza politica in periferia. Non ci meraviglieremmo, infatti, se dovessimo assistere, in alcune realtà locali, ad un accentuarsi di contrasti e contraddizioni all’interno del centrodestra che fatalmente sarebbero liberate proprio per la presenza di una nuova forza politica che, pur essendo alleata, rivendica autonomia organizzativa. Questo sta già accadendo in alcuni importanti comuni pugliesi. Per restare nella nostra provincia, ad esempio, sarebbe interessante sapere quale è la posizione definitiva della “Puglia prima di Tutto” a Nardò, dove il suo referente Frasca sta lavorando per un progetto alternativo alla coalizione della quale fa parte il PDL.”