L’assessore all’Igiene Urbana e al Randagismo Alfredo Pagliaro, ha indetto questa mattina una conferenza stampa per difendersi dalle accuse sulla mala gestione del canile Lovely, che era stato affidato all’amministrazione dal giugno del 2006.

Il canile che è stato sequestrato dai NAS nella giornata di ieri, perché non ritenuto conforme alle regole ingienico-sanitarie e per la presenza di cibi scaduti e di medicinali destinati all’uomo, non era più – secondo le parole di Pagliaro – sotto la gestione della Lupiae Servizi e del comune di Lecce.

 

Il 16 gennaio infatti, scadeva il contratto di comodato d’uso che l’amministrazione aveva stipulato nel 2006 con la proprietaria della struttura, adibendola al ricovero di 279 randagi raccolti dalle strade leccesi. Pur avendo bisogno di una profonda ristrutturazione, il canile Lovely doveva servire da palliativo nell’attesa che il progetto per il nuovo parco per i cani comunale, prendesse forma. Progetto che è progredito e che quasi sicuramente verrà presentato nelle prossime settimane.

Per questo motivo, pur essendo in uno stato di decadenza e pur non possedendo le dovute autorizzazioni – eredità della precedente amministrazione – il Comune aveva adibito a ricovero l’intera struttura, gestendola e affidando l’organizzazione alla Lupiae Servizi, seguita da un manager che ne controllava il lavoro affinchè tutti gli animali vivessero in condizioni igienico-sanitarie ottimali. Cosa che è avvenuta – spiega Alfredo Pagliaro – fino al 16 gennaio, grazie anche al lavoro solerte di un veterinario che aveva schedato, microchippato e curato tutti e 279 i randagi. Lo stesso veterinario curava poi l’alimentazione degli animali, che seguivano le giuste tabelle nutrizionali, senza avvalersi di cibi destinati all’uomo, come quelli trovati nella struttura a seguito del sequestro.

L’assessore Pagliaro afferma infatti, che negli anni si sono succeduti diversi scontri tra la proprietaria del canile e la società Lupiae e persino con lo stesso veterinario, proprio per le scelte su come accudire le bestie all’interno del ricovero.

Nonostante tutto però, sono stati spesi ogni anno 800.000 euro solo per il mantenimento dei randagi, mentre solo 120.000 euro sono stati destinati alla struttura. “Voi spendereste soldi su una struttura temporanea, che comunque garantiva delle condizioni di vita ottimali per gli animali?” si è giustificato l’assessore, difendendosi dalle accuse della consigliera Angela Maria Spagnolo; e ha specificato come i Nas, nei precedenti controlli aveva sempre dichiarato conforme il canile Lovely, fino all’ultima verifica.
Secondo Pagliara, questo è avvenuto perché il giorno dopo la scadenza del contratto di comodato d’uso, i funzionari della Lupiae Servizi che si sono recati a lavoro nel canile, hanno trovato i lucchetti e le serrature cambiate senza nessun preavviso.
La proprietaria infatti, aveva deciso di occuparsi privatamente e senza bisogno dell’amministrazione del canile, trasforma dolo così in una struttura privata ormai fuori dal controllo del Comune.

“Da qui in poi, non sappiamo cosa sia accaduto. Anche alcuni volontari delle associazioni per la protezione degli animali, sono stati cacciati dal canile.”
L’amministrazione avrebbe ascoltato più volte la proprietaria del canile che si è sempre dichiarata responsabile della struttura e delle decisioni da prendere in merito al mantenimento dei randagi.
Nel verbale dei Nas, stilato dopo l’ultimo sopralluogo, si dichiarava che non vi erano più le condizioni igienico sanitarie per via di una pompa idraulica che si era guastata nei giorni precedenti e che la proprietaria voleva che il Comune aggiustasse.

L’assessore però si sarebbe opposto, in quanto il canile non era più sotto la sua giurisdizione: “Posso spendere i soldi dei cittadini in una struttura privata? Aprono i cancelli al tecnico che sistema la pompa e poi lo cacciano via a lavoro finito?”

L’amministrazione negli anni scorsi aveva apportato diverse migliorie al canile, sempre nell’interesse dei randagi: era stato eliminato l’eternit che poteva essere nocivo anche per chi lavorava nella struttura, erano state inoltre risollevate le acque reflue per evitare che gli scarichi danneggiassero le bestie.
“Tutti questi lavori sono sempre stati approvati dai Nas e anche dall’opposizione e mi meraviglio che adesso consiglieri come Pankiewicz e Spagnolo, abbiano adesso da ridire e addirittura abbiano espresso solidarietà verso la proprietaria del canile.”

In queste ore, ci sarà comunque un nuovo incontro con la donna e l’amministrazione, per tentare di giungere ad un accordo che preservi la salute dei randagi, almeno fino al conseguimento del parco comunale.

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