Foto Andrea StellaTavolo di concertazione a Palazzo Adorno oggi, per i 1300 lavoratori Lsu della provincia di Lecce. Alla riunione tecnica, indetta dal presidente della provincia Antonio Gabellone, hanno partecipato le rappresentanze politiche salentine al Governo,le sigle sindacali e le rappresentanze dei lavoratori.

Grandi assenti, di cui si auspicava la presenza, il Ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto e il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano.

E’stato il Prefetto Mario Tafaro a spingere il presidente Gabellone ad affrontare la questione attorno ad un tavolo al quale si rendeva necessaria la presenza dei rappresentanti parlamentari. I lavoratori ex Lsu rappresentano le entità presenti nelle scuole statali e che si occupano delle pulizie e di altre attività ausiliarie. Le aziende che fanno capo ad essi, ricevono la fatturazione per le attività svolte direttamente dai plessi scolastici finanziati dal Ministero per la Pubblica Istruzione. Di recente è stata revocata la possibilità del Ministero di finanziare i servizi scolastici legati alle pulizie, intimando gli Istituti all’autonomia gestionale. Chiaro che è difficile trovare realtà scolastiche in grado di provvedere alla totale gestione dei plessi, sfuma così la possibilità per i lavoratori di essere stabilizzati dopo anni di servizio, perdendo anche i diritti maturati nel frattempo. I 1300 lavoratori in protesta, inoltre, non ricevono lo stipendio da diversi mesi, in seguito alla decisione del Ministero di bloccare il pagamento delle fatture relative al periodo Settembre-Dicembre 2010.

La Deputazione parlamentare salentina presente alla ruinione, gli onorevoli Lorenzo Ria e Teresa Bellanova e il senatore Cosimo Gallo avevano già attivato la macchina amministrativa all’attenzione del Governo, lo stesso Ria aveva presentato un Ordine del Giorno per porre l’attenzione sulla situazione dei lavoratori ex Lsu. Tra l’altro, la stabilizzazione dei lavoratori, porterebbe un risparmio al Governo di settantacinque milioni di euro. L’OdG di Ria, promosso all’unanimità, ha confermato lo stesso, legittima la  Camera ad  impegnare  il Governo per  una soluzione in termini di stabilizzazione o di assunzione diretta. “A questo punto c’è l’assunzione di responsabilità diretta che il Governo deve affrontare” ha ribadito Ria.
Più pragmatica Teresa Bellanova che ha ragionato in una logica che va oltre gli ordini del giorno e le interrogazioni da lei stessa presentate fin’ora. “C’è da chiedersi se il Governo intende mettere in discussione la direttiva emanata dal Ministro Gelmini che taglia fondi anche per la gestione scolastica legata al regolare insegnamento. Se così non fosse, è inutile riunire tavoli tecnici e prendere in giro i lavoratori”.
Foto Andrea Stella
Valentina Fragassi, rappresentante dell’organizzazione sindacale Cgil, pone alle rappresentanze politiche tre possibili direttive a favore della vertenza in atto.” Come primo punto è il caso di accordarsi con le Banche affinchè blocchino i mutui di persone che al momento non sono in grado di affrontare” ha commentato la rappresentante. “Ritirare, o perlomeno modificare la circolare ministeriale 103 del Ministro Gelmini perché mina il sistema degli appalti ministeriali e la loro trasparenza in virtù del fatto che rimanda alle scuole la possibilità di appaltare le aziende per i servizi scolastici. Far notare al Governo il risparmio derivante dalla messa in organico dei lavoratori al posto di altre soluzioni”. Pochi minuti prima della riunione il Ministro Fitto, unitamente alle scuse per non essere presente, ha inviato il verbale d’incontro con il sottosegretario del Ministero dell’Istruzione onorevole Pizza e i rappresentanti di diverse sigle sindacali, durante il quale si è stabilita una proroga dei servizi fino al 30 giugno 2011. Nel verbale si legge massimo impegno del Governo nel reperire risorse per la continuità occupazionale e che si programma un n uovo incontro per il 22 marzo in seguito alle proposte che perverranno dal Ministero entro il 15 marzo.

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Nel frattempo, la collega Barbara Tornese, raccoglieva le testimonianze dei lavoratori che protestavano per strada:
“Solo promesse e niente fatti”:  uno degli slogan che coloravano le mura di Palazzo Adorno, “Povera Italia, povere 1.300 famiglie. Ex L.S.U da 5 mesi senza stipendio. A giugno si spera per il nostro futuro”, cosi recitava un altro cartellone, uno dei tanti. “Lavoro presso una scuola elementare di Soleto, non percepisco stipendio da due mesi, ma continuo a lavorare, nella speranza che entro giugno si sistemi tutti”, queste le parole di Rita, una dei tanti protestanti “Non percepisco stipendio da 5 mesi, noi abbiamo una famiglia, spese e costi, non possiamo continuare cosi. Attendiamo di sapere cosa deciderà il preside della nostra scuola” sono le parole di  Lorenzo, anche lui dipendente da una ditta di pulizie per le scuole; anche lui continua a lavorare e sperare.

 

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