Egregio Ministro Romano,
nel rinnovarle gli auguri di buon lavoro e riconsegnarle l’auspicio che voglia essere il padre di una nuova fase di maggiore attenzione verso il comparto primario ma anche costruttiva nei rapporti Stato-Regioni in tema di agricoltura, avverto l’urgenza di proporle una idea

che qualche giorno fa ho fatto al Suo predecessore, nella speranza di ricevere questa volta anche un solo piccolo cenno di risposta.  La possibile idea, valida anche (ma non solo) per oggettive ragioni di buon senso, è quella di un impegno Suo personale al fine di scongiurare il rischio di mandare in fumo gli oltre 300 milioni di euro che si spenderebbero nel’ipotesi in cui il Consiglio dei Ministri dovesse decidere definitivamente di tenere separato il voto delle amministrative di primavera dal voto referendario, così come avrebbe proposto il ministro Maroni. L’alternativa, invece, di un election day, consentirebbe di produrre una economia di cassa che potrebbe essere preziosissima anche per far fronte ad alcune delle urgenze del comparto agricolo, già così fiaccato dalla terribile congiuntura che viviamo. 
A proposito di emergenze, gliene voglio illustrare tre, rispetto alle quali quelle risorse consentirebbero una immediata operatività.
La zootecnia, ad esempio, che rischia di subire un colpo letale a causa del mancato finanziamento (56 milioni di euro per tutto il 2011) delle funzioni delegate alle Regioni, e da sempre operativamente esercitate dalle Associazioni provinciali degli allevatori, relative al miglioramento genetico ed ai controlli funzionali. Un problema per il quale è stato più volte chiesto da parte di tutte le Regioni italiane un tavolo con il Ministro Tremonti. Peraltro, l’azzeramento di questi fondi alla zootecnia, comporterebbe anche la perdita di 4.000 posti di lavoro, e vanificherebbe decenni di lavoro sulla selezione genetica italiana, attività tra le eccellenze del nostro Paese, essenziale per garantire la sicurezza alimentare ai consumatori e  la competitività del comparto.
Altro tema, la Pesca: come Regioni, ci troviamo a fronteggiare un quadro reso ancor più critico dall’entrata in vigore delle nuove norme comunitarie, ma anche dalle incertezze del Dicastero nell’avvio delle procedure necessarie all’ottenimento di deroghe attese dalle marinerie. Fattori che sommati alla crisi diffusa che ci sovrasta, hanno generato un malessere economico e sociale nel tessuto produttivo non solo pugliese, che pur presenta punti virtuosi rispetto al contesto del Mezzogiorno d’Italia.
Infine, l’annoso problema degli sgravi contributivi per il quale le Regioni compatte hanno da tempo approvato un ordine del giorno con alcune, precise, richieste al governo. Le aziende italiane continuano a fare  i conti con il più alto sistema contributivo d’Europa, mentre il livello dei redditi è ai minimi storici e le situazioni debitorie si aggravano di giorno in giorno. Una buona risposta sarebbe quella di attivare una moratoria delle esecuzioni e delle procedure di pignoramento poste in essere da Equitalia, con l’obiettivo di procedere ad una ricognizione complessiva del sistema per trovare una soluzione finanziaria ai debiti in essere, in un’ottica di ripianamento delle passività onerose. In Puglia, così come in tutti i territori italiani, continuiamo a registrare situazioni che rischiano di degenerare e per le quali noi Regioni non abbiamo la possibilità di agire. È il Governo nazionale che può farlo, assicurando così la sopravvivenza del tessuto produttivo agricolo, anche agendo sugli oneri di natura previdenziale (troppo elevati) che gravano sui datori di lavoro e sui lavoratori.
Potrei, continuare, aggiungendo anche le recenti drammatiche sofferenze provocate dal maltempo dove i danni provocati alle colture  hanno gettato nella disperazione i nostri  agricoltori.
Insomma, Ministro noi viviamo quotidianamente il disagio del mondo agricolo, e spero che la Sua provenienza da una terra a forte vocazione agricola com’è  la mia Puglia, possa rappresentare un elemento di ulteriore sensibilità al tema e che dunque voglia sposare questa, a mio avviso,  nobile causa. Sarebbe un primo, forte, segnale verso il mondo agricolo, che continua a lanciarci un grido di dolore che non può più trovare indifferenza in chi ha responsabilità di governo.
Dario Stefàno
Assessore Risorse Agroalimentari Regione Puglia

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