Tutti in piazza a difesa della Costituzione e della scuola pubblica. Il 12 marzo si manifesta in tante piazze d’Italia,  all’estero e anche a Lecce.Raduno alle 17.30 in Piazza d’Italia davanti al Monumento dei Caduti.  Da lì si muoverà il corteo, senza simboli di parte, ma esibendo solo la bandiera nazionale e la Costituzione, sino a Piazza Umberto I dove, sino alle 21, saranno ospitati interventi, testimonianza, racconti, memorie

Obiettivo del Comitato organizzatore: “Immaginarci da qui a venti, trent’anni, e di immaginare quale Italia vorremo raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti, e di pensare a che cosa risponderemo quando ci verrà chiesto “tu dov’eri?”, “che cosa facevi?”.
 
Al comitato organizzatore della manifestazione di Lecce hanno già aderito le seguenti sigle:
Lecce2.0dodici, ARCI, ANPI, UDU, UDS, GD Giovani Democratici, LIBERA, TERRA DEL FUOCO, CIRCOLO ZEI, Collettivo Iqbal Masih, FABBRICA DI NICHI
Coordinamento “SE NON ORA QUANDO”, PD, SEL, IDV, Federazione della Sinistra,PSI sezione di Lecce, CM-PDN, CGIL, FIOM.

Il primo gennaio 1948 entrava in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana, la Carta illuminata dal pensiero e dalla lungimiranza di tutti coloro che avevano salvato l’Italia dall’incubo della dittatura. L’insieme di diritti e doveri, di tutti i cittadini italiani, che costituiscono le fondamenta sulle quali è costruito il nostro paese. Chi oggi sta sferrando il suo attacco distruttivo a quella Carta rischia di far crollare quegli equilibri su cui l’Italia intera si regge, proprio nel centocinquantesimo anniversario della sua Unità.

Nessuno di noi considera la nostra Costituzione immodificabile, neanche i nostri padri costituenti la considerarono tale. Ma nessuno di noi, memore anche degli errori di un recente passato, accetta l’idea di poter riscrivere principi e forme mettendo al centro l’interesse di pochi o addirittura di uno solo dei suoi cittadini.

Piero Calamandrei diceva: “Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perchè la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta”.
Quando un Presidente del Consiglio si scaglia contro quella Carta, al grido di “questa volta nessuno mi potrà fermare”, nessuno può chiederci di restare con le mani in mano, o di cambiare semplicemente canale pigiando sul telecomando, o di lanciare l’ennesimo gruppo su facebook.

No: quello che sentiamo il dovere di fare è spegnere la tv e il pc,  alzarci dalla sedia, uscire da casa e fare sentire la nostra voce insieme a quella di tanti altri.

Le manifestazioni, forse, non sempre riescono a cambiare il destino delle cose, ma rafforzano sempre la coscienza di una comunità, affermano sempre nuove consapevolezze, seminano sempre germi di speranza.
Insomma nutrono, sempre, una democrazia.

E ricordano al Paese, a chi scende in piazza e a chi rimane a casa, che alla fine c’è solo una regola semplicissima per costruire un’Italia diversa:
basta non votare chi considera la Costituzione un mero ostacolo all’esercizio del potere personale e chi esprime volgare disprezzo per il nostro tricolore.

Per rispetto verso quei giovani che hanno dato la vita per la libertà e la giustizia, per senso di responsabilità verso l’Italia di oggi e per dovere verso quella che verrà, noi difenderemo sempre la dignità della Costituzione della Repubblica Italiana.

 

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