Sospeso il provvedimento di istruttoria pubblica della scuola materna di Piazza Partigiani fino al pronunciamento del Tar; le sorti della Piazza sono congelate. Il Consiglio comunale si è aperto con all’Ordine del Giorno su richiesta dell’Assessore al Bilancio e patrimonio Attilio Monosi  la sospensione di un’istruttoria pubblica

sulla riqualificazione di Piazza Partigiani. Lo stesso Consiglio, nella seduta del 15 marzo scorso, aveva deliberato a favore del pronunciamento dei cittadini sulla questione.

Il Consiglio è stato preceduto di qualche ora da una lettera del Comitato di tutela all’indirizzo dei consiglieri comunali in cui  si evidenzia la perplessità sul provvedimento di sospensione in vista dell’udienza del Tribunale Amministrativo Regionale tra poco meno di 48 ore.
Di questo hanno discusso per più di tre ore i consiglieri di opposizione, da Rotundo a Pankiewicz  ai rappresentanti di Io Sud Mariano e Tondo. Quest’ultimo ha chiesto a gran voce chiarezza sul motivo del contendere per meglio affrontare il problema stesso.

La riqualificazione necessita di un Piano urbanistico che stride con l’alienazione; un bene da mettere in vendita non ha motivo di avere un progetto alla base, tantomeno di chiederne la destinazione urbanistica ai cittadini. Il Piano triennale di alienazione nasce da una necessità per l’amministrazione di liberarsi di beni immobili fatiscenti e in disuso che gravano sulle casse comunali, nel Piano presentato lo scorso novembre dall’Assessore Monosi vi sono tuttavia beni immobili che non rispondono alle suddette caratteristiche e che per giunta sono beni fruibili come nel caso della scuola materna di Piazza Partigiani strenuamente difesa dagli abitanti del quartiere.

Gli stessi, per voce del Comitato che li rappresenta, non credono che l’istruttoria abbia un senso ma che  sia solo un modo per salvare l’intero Piano di alienazione distogliendo l’attenzione da altri beni. In quest’ottica,  inoltre, è giunta la proposta della consigliera Mariano di estendere lo strumento dell’istruttoria,  a tutte le aree interessate da ambiti di destinazione d’uso e da variazioni urbanistiche.

L’analisi del consigliere Torricelli ha sposato la tesi dello stesso sul volere della maggioranza di indurre il confronto sul piano dello scontro politico. In fondo, ha dichiarato il consigliere, la legge regionale 112, all’articolo 58 prevede che nessun bene immobile può essere inserito in un contesto alienabile se lo stesso è funzionale alle esigenze dei cittadini. Perentoria dunque la richiesta di Torricelli di interpellare la Regione, che a suo dire sarebbe dovuto essere il primo passo da compiere, la quale si pronuncerebbe sulle basi di regole statutarie, senza ricorrere all’istruttoria pubblica.

Carlo Benincasa ha individuato un’offesa nell’Ordine del Giorno nei confronti dei cittadini che rivendicano i loro diritti in quanto qualsiasi decisione del Tar nel merito del ricorso servirebbe a far slittare ogni provvedimento a favore dei cittadini stessi costretti ad attendere per anni la sentenza definitiva.. Oltre tre ore di discussioni hanno più volte esasperato gli animi fino all’intervento del sindaco Perrone che ha dichiarato paradossale l’atteggiamento dell’opposizione di voler a tutti i costi ostacolare qualsiasi posizione del governo. Al voto finale l’Ordine del Giorno è stato approvato sia pur con una forte astensione  di consiglieri che non hanno approvato il metodo di trattare l’intera faccenda che non è ancora all’epilogo. Stessa sorte per l’altro punto sulla situazione dei lavoratori dell’ Azienda partecipata Lupiae, in attesa da più consigli di essere trattata ma che ancora una volta è stata rimandata per la necessità di tempi congrui all’importanza del tema.

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