“A differenza di Francia e Gran Bretagna che hanno storicamente manifestato una vocazione militare, l’Italia deve ricordare e promuovere la sua vocazione diplomatica all’insegna del dialogo con i popoli del Mediterraneo.

“ Lo comunica in una nota l’Europarlamentare, Raffaele Baldassarre.
“Il ricorso alle armi, più consono all’impostazione filosofica e politica di altre potenze occidentali, è meno naturale per il nostro Paese, ecco perché, non a tutti, è andato giù l’intervento deciso nei giorni scorsi contro la Libia.
Non è per il timore di ritorsioni o per ragioni legate a preoccupazioni di sorta, ma il nostro Paese, che ha già al suo interno problemi da risolvere, deve guardare con prudenza agli appetiti, forse esagerati, di altri paesi dell’Alleanza. Il Governo italiano bene ha fatto a rivendicare il coordinamento della Nato e a chiarire che sul nostro territorio siamo noi a decidere.
Il rispetto che l’Italia ha avuto fino ad oggi da tutti i Paesi del Mediterraneo e certamente anche dalla Libia, deve essere un monito per tutti coloro che pensano di risolvere i conflitti con l’uso dei missili.
Il Premier Berlusconi lo ha chiarito: l’Italia non ha sparato e non sparerà contro nessuno, consapevole del fatto che il Colonnello Gheddafi è oggi esattamente ciò che era ieri e che la coerenza nelle relazioni internazionali pretende ponderazione e sobrietà che, tuttavia, a volte, devono essere contenute in ragione di una logica di appartenenza che ci vede parte integrante dell’Occidente.
Condivido l’incoraggiamento del Presidente della Repubblica e mi faccio portavoce di un messaggio di unità per l’Europa e per l’Italia. In questo momento il più grave errore sarebbe quello di dividersi. Sappiamo bene che i rischi maggiori sono per noi. Noi che avevamo un rapporto di collaborazione con i paesi nord africani e che abbiamo sostenuto il peso gravoso dei flussi migratori da quei territori.
Italia ha già dato testimonianza di accoglienza e di pace e deve farlo ancora. E se con lealtà non abbandona Francia e Gran Bretagna, in questo momento di crisi internazionale, così facciano anche queste nazioni quando si tratterà di affrontare e risolvere, in futuro, il problema degli esodi massicci di esseri umani.
L’Italia lo faccia presente a chi sotto questo aspetto fa orecchi da mercante.”        

 

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