”Nessun paese è padrone del Mediterraneo. C’è una risoluzione dell’Onu e non sta bene che qualcuno, come la Francia, vada più avanti anche perché i danni maggiori di un intervento maldestro in Libia ricadrebbero sull’Italia sia in termini di massiccia immigrazione che di rischio terrorismo”.

Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, nel corso della trasmissione Mattino 5. ”Noi – ha sottolineato Mantovano – non ci siamo tirati indietro e pretendiamo chiarezza. E’ quindi essenziale che la missione in Libia abbia un’unità di comando e si sappia chi dà gli ordini e quali sono i tempi per raggiungere gli obiettivi. Bisogna arrivare – ha aggiunto – nel più breve tempo possibile ad una soluzione pacifica e negoziata facendo in modo che le armi tacciano”. ”Una delle perplessità che alcuni esponenti della maggioranza hanno avuto – ha proseguito il sottosegretario – riguarda il dopo, nell’ipotesi di un abbattimento di Gheddafi, che pur essendo un vecchio terrorista, ha impedito ad Al Qaeda di proliferare in Libia. Ci si chiede quale sia il profilo del consiglio degli insorti, nel quale ci sono due ex ministri di Gheddafi inseriti da organizzazioni internazionali come Amnesty nella black list come soggetti dediti alla violazione dei diritti umani”.

 

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