Coordinamento nazionale di Sinistra, ecologia e liberta’ considera i bombardamenti sulla Libia un atto di guerra e chiede che sia l’Europa intera ad attivarsi per accogliere i profughi. La guerra come tale – si legge nel documento – e’ ”la risposta piu’ sbagliata e pericolosa alla domanda di democrazia

che si e’ affermata in tutto il Mediterraneo nel corso degli ultimi mesi”. Sel chiede che la comunita’ internazionale si attivi per l’immediato cessate il fuoco per consentire l’avvio di un negoziato tra le parti ”che abbia come interesse superiore quello della protezione delle popolazioni civili, con l’obiettivo di mantenere l’integrita’ e l’autonomia di quel Paese sotto un nuovo governo democratico”.

Il partito di Nichi Vendola chiede infine l’apertura di un corridoio umanitario per consentire ai profughi di salvarsi dalla guerra ”e l’immediata predisposizione degli strumenti piu’ adeguati per garantire ad essi un’accoglienza su tutto il territorio europeo”. Il documento analizza la situazione libica con l’avvio dei bombardamenti e ritiene che lo scenario piu’ probabile ”e’ quello di una vera e propria escalation militare, che potrebbe portare ad esiti che vanno ben oltre la stessa risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ivi compresa l’invasione militare terrestre delle forze della coalizione”. Sel ha confermato la sua ”netta contrarieta”’ per la parte della risoluzione 1973 che consentiva l’uso dell’offensiva militare ad una coalizione di cui, oggi, l’Italia fa pienamente parte.

”Siamo convinti – prosegue il documento – che il principio della non interferenza negli affari dei singoli Stati sia un delitto contro un principio piu’ grande ed importante, quello del rispetto dei diritti umani. Siamo altresi’ convinti che ogni qual volta la parola ”umanitario” si sia accostata alla guerra si siano prodotte violazioni e violenze ancora piu’ gravi”. ”Consideriamo il colonnello Gheddafi – prosegue il documento – uno dei peggiori dittatori del pianeta. Senza esitazioni, mentre gran parte dei paesi occidentali lo riveriva, ne abbiamo denunciato le nefandezze. Mentre il presidente del Consiglio Berlusconi si affannava nel baciamano al tiranno, grato per i suoi servigi economici ed ancor di piu’ per la ferocia con la quale la Libia controllava il flusso dei migranti dall’Africa, noi eravamo dalla parte di chi chiedeva la revoca del trattato con la Libia e l’immediata messa in opera di misure che proteggessero le vite dei migranti detenuti nel deserto libico”.

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

tredici − 2 =