Senza sosta la lotta all’abusivismo Corpo Forestale dello Stato. Gli agenti di Gallipoli durante un controllo sull’attività urbanistico-edilizia, in località “Via Bove dei Beneficati”  in agro del comune di Racale, hanno denunciato una coppia di coniugi, di Taviano, in qualità di comproprietari

del terreno, per aver realizzato un muro di recinzione in conci di tufo allo stato rustico per una lunghezza lineare totale di oltre 200 metri provvisto di 11 colonne portanti, di cui due poste all’estremità della muratura di accesso munita di un cancello metallico scorrevole lungo circa 5 metri, il tutto senza alcuna autorizzazione e in area assoggettata a vincolo paesaggistico; il marito, in qualità di committente dei lavori è stato nominato custode giudiziario.

Anche gli agenti di Tricase, durante un controllo del territorio hanno rinvenuto delle irregolarità sull’attività urbanistico-edilizia: in località “Vigna Carrizzi” in agro del Comune di Andrano hanno proceduto al sequestro di un immobile rivestito esternamente con pietrame a secco in difformità al permesso di costruire ottenuto nel settembre 2010 su di un’area ricadente in zona “E/3” di Tutela e Salvaguardia Ambientale, sulla quale per poter edificare occorre il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica; il proprietario dell’immobile è stato nominato custode giudiziario.

Nella stessa giornata in località “Barbarano” in agro del comune di Morciano di Leuca gli agenti hanno sequestrato una porzione di terreno di circa 11.000 mq, ricadente in area vincolata (verde agricolo speciale, zona bianca, zona artigianale, ambito regionale PUTT), su cui è  stata effettuata una diversa sistemazione del terreno per l’installazione di un campo fotovoltaico con apporto e costipamento di materiale tufaceo spesso circa 30 cm rispetto alla superficie originaria costituita da materiale vegetale, detti lavori sono stati eseguiti in difformità della DIA ottenuta nell’agosto 2009, per questo  un uomo di Presicce è stato denunciato, in qualità di legale rappresentante di una ditta che si occupa di energie rinnovabili (fotovoltaico), nonché affittuario del terreno e nominato custode giudiziario.

E i controlli sono stati estesi anche alle marine del litorale leccese, dove gli agenti della forestale hanno rilevato la presenza di alcuni immobili in aree recintate, che per la loro natura costruttiva e ubicazione è stato necessario verificarne lo stato autorizzativo ed è stato riscontrato che in località “Canuta” nella marina di Casalabate sono stati accertati che ben quattro immobili erano sprovvisti delle dovute autorizzazioni, per questo gli agenti hanno provveduto al sequestro delle opere abusive e alla denuncia di 5 persone:
1.    un uomo di Torchiarolo (BR) per aver realizzato un immobile rifinito e completo (impianti, infissi e arredo) per una superficie di oltre 120 mq in zona a vincolo paesaggistico-ambientale nonché a meno di 300 mt dalla battigia del mare in assenza di permesso di costruire;
2.    una coppia di giovani coniugi, di Brindisi, per aver realizzato un immobile rifinito e completo (impianti, infissi e arredo)  di oltre 50 mq su di un terreno di circa 600 mq recintato su tutto il perimetro, in zona a vincolo paesaggistico-ambientale in assenza di permesso di costruire;
3.    una donna di Torchiarolo (BR) per aver realizzato una tettoia in legno chiusa sui tre lati per una superficie di circa 60 mq con la predisposizione per l’impianto elettrico e idrico e un’antistante piazzola in cemento di oltre 20 mq, all’interno di una zona recintata e chiusa con cancello scorrevole su di un terreno avente una superficie di oltre 220 mq, distante 300 mt dalla battigia del mare e in zona a vincolo paesaggistico e idrogeologico e sottoposta a tutela del piano urbanistico territoriale ambito distinto “idrologia superficiale” in assenza di permesso di costruire;
4.    una donna di Torchiarolo (BR) per aver realizzato un immobile di circa 70 mq completamente intonacato internamente ed esternamente, pavimentato e completo di impianti idrico- elettrico, il tutto su di un terreno a vincolo paesaggistico e a tutela del piano urbanistico territoriale con destinazione di “parco costiero” e in assenza di permesso di costruire.
I rispettivi proprietari dei terreni sono stati nominati custodi giudiziari.

 

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