Una nota del consigliere regionale del PD e vicepresidente del Consiglio Antonio Maniglio: “L’attacco furibondo di Palese al Pd conferma che i nostri argomenti in commissione sanità hanno colto nel giusto.
Il Pdl ha responsabilità preminenti nella vicenda sanità, anzitutto per il passato: i precari, che spuntano in ogni angolo della Puglia, sono stati creati

dalle scelte scellerate degli anni 2000-2005; e il centrosinistra sta cercando faticosamente, come nel caso delle internalizzazioni, di porre rimedio a guasti profondi.
Ma la destra è anche la prima responsabile, oggi, delle misure ‘lacrime e sangue’ contenute nel piano di rientro, che sono pensate da Fitto per creare disservizi e caos nella sanità e sono state puntate sulla Puglia come una pistola sulle tempie.
Qual è il senso, infatti, dell’imposizione del blocco del turn over negli ospedali? O del divieto di erogare ai privati le prestazioni extra budget, se non quello di creare un clima di disfunzioni a danno dei cittadini?
Ecco perché la proposta avanzata ieri dal PD di definire una delegazione bipartisan della terza commissione, con il compito di sottoporre al governo nazionale una proposta di riconversione degli ospedali da chiudere, e verificarne la compatibilità sotto l’aspetto finanziario, ha fatto saltare sulle sedie i consiglieri del Pdl. Si è compreso che in tal modo sarebbe emersa con chiarezza l’unica idea che la destra, a Roma e a Bari, ha in testa: tagli, tagli, tagli.
E comunque la sfida, nel merito delle proposte, è solo rinviata. Prima dell’estate, secondo l’impegno assunto da Fiore, bisogna costruire un progetto di medicina territoriale e di servizi sostitutivo della rete dei piccoli ospedali. In quella sede, come è già capitato con la proposta di legge sulle Rsa, verificheremo le effettive volontà di tutti: governo, maggioranza, opposizioni.
Quanto alla possibilità che il Pd, al fine di eliminare sprechi e disservizi, si unisca al Pdl, ci consenta il collega Palese, sarebbe come rivolgersi a Nerone per spegnere un incendio”.