“La sfida che la città deve raccogliere è quella di disegnare una saggia e coraggiosa modernità. Le criticità e le risorse sono ormai note a quanti, come noi, si interrogano, individualmente e collettivamente, sui modi ed i percorsi per raggiungere l’obiettivo di fare di Nardò una città in cui tutto funzioni”.

E’ quanto si legge in una nota diramata dal candidato sindaco per il Movimento 5 stelle e Cento passi, Alfredo Ronzino, che abbiamo intervistato.

Dottor Ronzino, vi presentate alle amministrative di Nardò con due liste civiche escludendo la possibilità, in corso d’opera, di fare alleanze partitiche?

Si lo escludiamo, anche perché all’interno del Movimento 5 stelle guidato da Beppe Grillo, c’è una regola che esclude la possibilità di avere alleanze con persone che siano passate per altri partiti. Per noi i mali della società sono rappresentati in primis dai partiti politici che hanno distrutto il sistema di rappresentanza democratica.  Oggi i luoghi in cui fare un onesto percorso di crescita politica e sociale sono i forum, i convegni specialistici, la rete, la condivisione. Il Movimento 5 Stelle, in particolare, si basa sull’esperienza internazionale dei Meet Up, luoghi in cui la democrazia si realizza realmente ed onestamente. Ogni individuo vale quanto l’altro. Non ci sono segreterie né direttivi né organi territoriali. Ed i risultati sono tangibili; si analizza, si approfondisce e si trova una soluzione per ogni problema. Con questa forza e questa certezza, proponiamo una nostra coalizione che esprime un portavoce come candidato Sindaco.

Nel contesto neretino era nato un sistema federalistico di civiche, qualcosa di innovativo per la politica alternativa, ma anche questo viene meno a fronte di alleanze varie che “fortificano” i candidati. Il vostro movimento non guarda all’elezione a sindaco in maniera utopistica?

Noi puntiamo come massimo obiettivo alla carica di sindaco, ma non disdegneremmo certo un posto di consigliere come obiettivo minimo, pur di sedere in assise ed essere le sentinelle di una gestione equa del paese. Puntiamo all’amministrazione trasparente attraverso l’attuazione del programma del Movimento 5 stelle, tra cui anche la possibilità di trasmettere in diretta streeming le sedute consigliari. Il nostro programma è nazionale e fa capo al network che lavora in sinergia con tutti i gruppi di lavoro presenti sul territorio, gente comune che pone il volontariato al centro della società al posto della politica dei compensi. L’utopia, inoltre, è un luogo che non c’è ma  non è detto che non ci sarà mai; per citare Martin Luther King “I have a dream” io ho un sogno, che Nadò, attualmente l’ultimo dei paesi della provincia,  possa diventare un paese di riferimento, nel quale si concretizzano le buone idee e la buona politica.

Cosa ha fatto fallire, secondo lei, la scorsa amministrazione a Nardò attualmente commissariato?

Il progetto di città era rappresentato da “un’accozzaglia”  di persone poco serie alle quali non stava a cuore la crescita del paese ma il prestigio personale. Lo stesso sindaco Vaglio, una brava persona, che gestiva il potere dalle file del Pd ma che di recente ha trasmigrato nel Pdl, dà il senso delle idee poco chiare che hanno condotto al fallimento dell’amministrazione con gravi ricadute sulla cittadina e sulla popolazione neretina. Io credo alla politica anche come filosofia, dove saper distinguere quello che è giusto fare, in questo caso non si tratta di politici ma di politicanti che operano in una logica personale di interessi. Per fare un esempio, nell’ultimo bilancio sono stati stornati 150mila euro per combattere il randagismo del paese, che è un problema ma non certo una priorità al confronto del mancato sviluppo economico.

Cosa pensa la popolazione del vostro Movimento?

Stiamo crescendo nel territorio sia pur snobbati dai media locali della carta stampata e relativamente a questo non so cosa pensare, in questo momento io sono ufficialmente l’unico candidato sindaco per il mio Movimento. Ogni volta che compaiono analisi da fare in seno alle candidature, si dimenticano di noi, poi se ne scusano, ma mi sembra abbastanza grave come comportamento in una logica di pluralità dell’informazione. La gente, tuttavia, percepisce la nostra onestà nel presentarci davanti alla città. Attualmente si respira, in città, questa spasmodica ricerca del Sindaco giusto, come se si potessero così risolvere i nostri atavici problemi. Noi siamo alle prese con i certificati penali che certifichino la limpidezza dei nostri candidati, perché questo ci siamo imposto, com’è giusto che sia per chi si proponga di amministrare con onestà e rigore. Siamo alle prese con un programma dettagliato che non preveda grandi investimenti economici, dato che, nelle martoriate casse del Comune, non c’è grande liquidità. Un programma da lasciare in eredità ai nostri figli, con la fierezza di chi ha fatto tutto quanto fosse nelle proprie possibilità per salvare il territorio e rilanciare una terra che non merita tutte queste disgrazie. Un programma che tagli con coraggio gli enormi sprechi del bilancio, che sappia investire oculatamente le poche risorse, che sappia dare la precedenza ai meno fortunati, che preveda la rimozione di quei dirigenti responsabili del dissesto.

Cosa si sente di dire ai suoi concorrenti candidati sindaci?

Attualmente i nomi che si fanno sono di amici e sarebbe divertente arrivare schierati alla fine. Mi dispiace perché la libertà di cui io usufruisco a loro non è concessa. Io posso dire ciò che penso, sono il portavoce di un Movimento che si basa esclusivamente sulla nostra coscienza personale, a differenza di chi è espressione di coalizioni, quindi interessi. Forze antagoniste tenute insieme dalla mera ricerca del consenso elettorale. L’unica cosa che mi auguro, comunque vadano le cose, è che Nardò possa avere un ricambio dirigenziale e che la nuova giunta sia formata da persone aperte e illuminate affinchè non si ripeta la storia passata per Nardò.

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