Licenziato a maggioranza e con l’astensione dell’UDC dalla V commissione, in seduta congiunta con la II e la IV, il disegno di legge che istituisce l’Autorità idrica pugliese, il nuovo ente di controllo che assorbe  funzioni e compiti dell’ATO  (Autorità d’ambito Puglia), che sarà posta in liquidazione

e il cui personale confluirà nel nuovo ente. Il provvedimento è stato approvato con alcuni emendamenti, in particolare con riferimento alla composizione del consiglio direttivo dell’Autorità che sarà composto da 5 sindaci, assicurando un meccanismo che assicuri la presenza di un sindaco per i comuni di meno di 15 mila abitanti e di un altro per quelli con popolazione tra 15.000 e 30.000 abitanti. L’Assessore ai Lavori pubblici, Fabiano Amati, si è riservato un approfondimento per verificare la possibilità di portare a 9 il numero dei sindaci nel consiglio direttivo (come previsto nel testo originario e considerato che per gli stessi non è previsto alcun compenso o rimborso spese), in linea con la normativa nazionale di finanza pubblica per il contenimento della spesa.
Il nuovo soggetto giuridico rappresentativo dei comuni pugliesi per il governo pubblico dell’acqua, punta ad essere un organismo agile e snello che dovrà provvedere alla organizzazione, programmazione e controllo della gestione del servizio idrico integrato nell’ambito territoriale. La gestione dell’Autorità idrica pugliese sarà assicurata dalle figure del direttore generale (nominato con provvedimento motivato dal consiglio direttivo), del direttore amministrativo e direttore tecnico a cui saranno applicati contratti di diritto privato quinquennali. Dovranno avere competenze manageriali certificate in base agli stessi criteri che sovrintendono alla nomina dei vertici aziendali delle Aziende sanitarie.
Il presidente della V commissione, Donato Pentassuglia,  ha espresso la sua soddisfazione per l’esito dei lavori e per il clima di collaborazione che si è creato tra le forze politiche. Il coordinatore dell’opposizione, Rocco Palese, ha parlato di un ennesimo carrozzone messo in piedi. “Fuori luogo costituire – ha detto – un soggetto per controllare l’Acquedotto pugliese; si sarebbero potuti utilizzare altri strumenti”. Prevedere un organismo per mettere i comuni nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo nel controllo dell’acqua non può essere equiparato a costituire un carrozzone, secondo il capogruppo SEL Michele Losappio. “Occorre finirla con i luoghi comuni che privato uguale efficienza e pubblico spreco – ha detto-; occorre lavorare per rendere il pubblico concreto ed efficiente”.
Anche il capogruppo UDC  Salvatore Negro non si è associato alla logica del “carrozzone” e ha ribadito l’importanza della programmazione e del controllo dei comuni in questi importanti servizi. Ha giustificato l’astensione con il fatto di non aver condiviso la triade direttori generale-amministrativo-tecnico. “Sarebbe stato sufficiente, nell’ottica del contenimento della spesa – ha sottolineato – un direttore generale con sufficienti competenze tecniche”.
Di organismo agile e snello guidato dai sindaci che deve provvedere al controllo e monitoraggio del sistema idrico integrato, ha parlato Antonio De Caro a nome del gruppo del PD. “L’Autorità – ha detto – deve fare da contrappeso ad APQ in modo trasparente per individuare le tariffe e gli investimenti necessari comune per comune, con riferimento anche a quelli più piccoli”.
Posizioni sulle quali si sono associati anche Angelo Di Sabato (La Puglia per Vendola) e Aurelio Gianfreda (IdV), che ha espresso il proposito che la composizione del consiglio direttivo del nuovo ente venga allargata.
A seguire la V e  II commissione hanno aggiornato i lavori per quel che riguarda l’esame del ddl sulla costituzione dell’Azienda pubblica regionale “Acquedotto pugliese”. L’Assessore Amati ha presentato degli emendamenti sulla acquisizione delle quote di AQP detenute dalla Regione Basilicata, mentre Michele Ventricelli (PD) ha espresso l’esigenza di un ulteriore audizione del Comitato acqua pubblica all’indomani della recente sentenza della Corte Costituzionale in materia

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